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Atlante del Monferrato

Cella Monte: cosa vedere, storia e percorsi

Alessandria

Cella Monte-panorama1.jpg
Immagine: Davide Papalini · CC BY-SA 3.0
Altitudine
268 m s.l.m.
Superficie
5,55 km²
Nome abitanti
cellesi
Patrono
San Quirico e santa Giulitta

Uno sguardo da vicino

Alla scoperta di Cella Monte

Cella Monte (Sela in piemontese) è un comune italiano di 450 abitanti[1] della provincia di Alessandria, in Piemonte. Fa parte dell'associazione de I borghi più belli d'Italia.

Paesaggio e territorio

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Territorio

Il paese si trova tra Casale Monferrato e Alessandria, in posizione defilata rispetto alla strada provinciale che collega i due centri, nel cuore dei Paesaggi Vitivinicoli del Monferrato che, insieme a quelli di Langhe e Roero, sono patrimonio dell'Unesco dal 2014.[4]

Tutto il Monferrato (e il territorio di Cella Monte in particolare) è caratterizzato dall'abbondante presenza della cosiddetta Pietra da Cantoni, una pietra da costruzione miocenica, formata da strati marini calcarei e marnosi che sono stati datati al Burdigaliano-Langhiano (da 20 a 14 milioni di anni fa) sulla base dei microfossili in essi contenuti. Delle pietre formatesi durante il miocene, questa monferrina è riconosciuta come una delle più pregiate per erigere costruzioni, un primato condiviso in Italia con la ben più nota Pietra leccese. Le diverse tipologie e la qualità dei cantoni monferrini sono intimamente legate alle profondità del mare e alla tipica distribuzione dei sedimenti dalla costa verso il mare più profondo: dove il mare era relativamente meno profondo, tra cui appunto la zona di Cella Monte, i sedimenti erano più ricchi in carbonato di calcio e i cantoni, che assumono pertanto un colore giallastro, sono di conseguenza più resistenti e pregiati.[5]

Origini del nome

Le prime attestazioni del nome del borgo risalgono al XII secolo , tanto nella forma plurale cellae che in quella singolare cella . Il toponimo deriva probabilmente dalle celle…Esplora il capitolo

Le prime attestazioni del nome del borgo risalgono al XII secolo, tanto nella forma plurale cellae che in quella singolare cella. Il toponimo deriva probabilmente dalle celle vinarie, gli infernòt, scavate anticamente nella pietra arenaria nell'area dove sorsero le prime abitazioni. Un'altra ipotesi attribuisce il nome ai piccoli monasteri (celle) sorti in questi luoghi.[6][7]

Storia di Cella Monte

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Simboli

«D'argento alla porta di rosso, aperta e finestrata del campo, torricellata di due merlata alla ghibellina, sovrastata da corona d'oro all'antica a cinque punte. Ornamenti esteriori da Comune.[7]»

Cosa vedere a Cella Monte

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  • Chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, consacrata nel 1633
  • Palazzo Volta: casa parrocchiale dalla seconda metà del XVII secolo, è oggi la sede dell'Ecomuseo della Pietra da Cantoni. Il palazzo costituisce un monumento di notevole interesse storico-artistico nell’ambito della cultura locale anche alla luce degli elementi architettonici emersi nella recente fase di restauro in cui sono tornati alla luce il loggiato realizzato con colonne in pietra da cantoni posto al primo e al secondo piano. Il complesso si affacciava a nord su un giardino pensile dalle notevoli dimensioni, sostenuto da un muro di contenimento ancora oggi esistente che si sviluppava da est a ovest con un andamento a gradoni[6][8]
  • Castello degli Ardizzoni, trasformato in abitazione signorile dalla famiglia Ardizzoni nel XVII secolo
  • Palazzo Radicati, dimora di Pietro Secondo Radicati (1671-1729), vescovo di Casale Monferrato.[9]
  • Chiesa di San Quirico, considerato protettore dei bambini
  • Oratorio Sant'Antonio, con area verde circostante
  • Gli "infernòt" sono piccole camere sotterranee tipiche del Monferrato, scavate nella Pietra da Cantoni senza luce ed aerazione, generalmente raggiungibili attraverso una cantina.[10] Le caratteristiche di temperatura e umidità costanti conferiscono a questi locali ottime proprietà di conservazione del vino imbottigliato. Sono diversi gli infernòt visitabili, sia a Cella Monte[11] sia nei dintorni, mappati dall'Ecomuseo locale che si occupa anche dell'organizzazione di visite guidate.[4]

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.Esplora il capitolo

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 1985 1º giugno 1990 Fiora Maria Cavagnero lista civica Sindaco [12]
1º giugno 1990 19 settembre 1990 Giuseppe Coppo lista civica Sindaco [12]
25 settembre 1990 7 agosto 1991 Cosimo Macrì Comm. pref. [12]
7 agosto 1991 18 novembre 1996 Fiora Maria Cavagnero Democrazia Cristiana Sindaco [12]
18 novembre 1996 14 maggio 2001 Giuseppe Arditi centro-sinistra Sindaco [12]
15 maggio 2001 30 maggio 2006 Giuseppe Arditi lista civica Sindaco [12]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Silvio Cosseta lista civica Sindaco [12]
16 maggio 2011 6 maggio 2016 Carla Freddi lista civica: intenti comuni Sindaco [12]
6 maggio 2016 3 ottobre 2021 Maurizio Deevasis lista civica: uniti per Cella Monte Sindaco [12]
3 ottobre 2021 in carica Maurizio Deevasis lista civica Sindaco [12]

Società

Evoluzione demograficaEsplora il capitolo

Evoluzione demografica

Negli ultimi cento anni, a partire dal 1921, la popolazione residente è dimezzata.

Abitanti censiti[13]

Galleria d'immagini

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  • Oratorio di Sant'Antonio
    Oratorio di Sant'Antonio
  • Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta
    Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta
  • Centro storico di Cella Monte
    Centro storico di Cella Monte
  • Municipio di Cella Monte
    Municipio di Cella Monte
  • Strada centrale
    Strada centrale

Note

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  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b Roberto Bamberga, Piemonte nascosto: 55 luoghi da scoprire e visitare, Torino, Edizioni del Capricorno, 2017, pp. 146-149, ISBN 978-88-7707-351-8, OCLC 1012406718. URL consultato il 22 luglio 2020.
  5. ^ Pietra da Cantoni del Monferrato Casalese | Ecomuseo Pietra da Cantoni, su Ecomuseo. URL consultato il 22 luglio 2020.
  6. ^ a b Claudio Bacilieri, I borghi più belli d'Italia. Il fascino dell'Italia nascosta. Guida 2019-2020, SER Società Editrice Romana, 2019, pp. 58-60.
  7. ^ a b Stemmario civico piemontese, vol. I, Consiglio Regionale del Piemonte, 2016, p. 150, ISBN 978-88-96074-98-5.
  8. ^ La fondazione | Ecomuseo della Pietra da Cantoni, su Ecomuseo. URL consultato il 22 luglio 2020.
  9. ^ RADICATI di Cocconato e Celle, Ignazio Secondo in "Dizionario Biografico", su treccani.it. URL consultato il 22 luglio 2020.
  10. ^ Il Monferrato degli Infernot | Infernot, architetture uniche, su Ecomuseo. URL consultato il 22 luglio 2020.
  11. ^ Cella Monte Archivi, su Ecomuseo. URL consultato il 22 luglio 2020.
  12. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/
  13. ^ Dati tratti da:

Bibliografia

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