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Aramengo: cosa vedere, storia e percorsi

Asti

AramengoPanorama.JPG
Immagine: Andrea Marchisio · CC BY-SA 3.0
Altitudine
357 m s.l.m.
Superficie
11,41 km²
Nome abitanti
aramenghesi
Patrono
sant'Anna

Uno sguardo da vicino

Alla scoperta di Aramengo

Aramengo (Aramengh in piemontese) è un comune italiano di 569 abitanti[2] della provincia di Asti in Piemonte.

Paesaggio e territorio

Il comune è situato in una zona collinare del Monferrato, nella parte nord della provincia di Asti , al confine con quella di Torino .Esplora il capitolo

Il comune è situato in una zona collinare del Monferrato, nella parte nord della provincia di Asti, al confine con quella di Torino.

È situato vicino alla ex statale Chivasso-Asti, e dista quattro km dalla più vicina stazione ferroviaria della linea che collega le medesime città. Il territorio del comune si estende sulla dorsale posta fra le valli formate dai torrenti Versa e Stura ad est e il rio Meinia a ovest; sia il capoluogo che le frazioni sono situate ad altezza compresa fra i trecento e i quattrocento metri sul livello del mare.

Origini del nome

L'origine del nome deve essere collegata ad una voce di tipo germanico , dato il suffisso -engo , (peraltro comune ad altri numerosi centri abitati della stessa zona), dal…Esplora il capitolo

L'origine del nome deve essere collegata ad una voce di tipo germanico, dato il suffisso -engo, (peraltro comune ad altri numerosi centri abitati della stessa zona), dal tedesco -ing. La radice potrebbe indicare un nome personale, sempre di origine tedesca, oppure fare riferimento ad un eremo, di cui tuttavia non esiste più memoria storica.

Andare a ramengo, originariamente forma dialettale della frase andare ramingo, ha, nell'intercalare del gergo colloquiale italiano, il significato di andare in rovina (e perciò non avrebbe nessuna attinenza con Aramengo).[5]

Altre fonti la legano invece proprio al comune astigiano, che nel medioevo, essendo il «comune più periferico del ducato», venne prescelto quale luogo di confino per i «condannati per reati relativi al patrimonio – e soprattutto per gli autori di fallimenti …».[6]


Storia di Aramengo

SimboliEsplora il capitolo

Le vicende del luogo sono collegate nel tempo alla famiglia Radicati, signori feudali di un territorio molto vasto comprendente numerosi comuni limitrofi.

L'alta sovranità, oltre ad una porzione di dominio feudale, spettò prima ai marchesi del Monferrato intorno al 1429 e successivamente ai duchi di Savoia. Tuttavia i Radicati cedettero progressivamente delle quote di dominio feudale a diversi signori tra i quali i Curtet di Grosso, i Biglione di Pogliano, i Borda di Piobesi e altri ancora fino a giungere ai Balbiano di Aramengo, proprietari di diversi immobili nel comune anche ai giorni nostri. Aramengo fu anche feudo del conte Francesco Morelli (1761–1841).[7]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del Comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 18 luglio 2006.

«Stemma: semipartito troncato: il primo, di verde, alle cinque spighe di grano, impugnate, d'oro, legate di argento; il secondo, di rosso, al barbio d'oro, in palo e convesso verso il fianco, cimato dalla corona all'antica di sette punte visibili, dello stesso; il terzo, di azzurro, al castello d'oro, murato di nero, merlato alla guelfa, le due torri ognuna di sei, il fastigio di sette, esso castello finestrato di cinque, di nero, tre finestre in fascia nel corpo del castello, due nelle torri, chiuso di nero, fondato sulla pianura di verde. Ornamenti esteriori da Comune.[8]»

Il barbo è ripreso dallo stemma della famiglia Balbiano (di rosso, al barbio coronato d'oro; al capo dell'Impero[9]).

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.[8]

Cosa vedere ad Aramengo

Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate · Chiesa di San Giorgio · Chiesa della Madonna della NeveEsplora il capitolo

Tra gli edifici di pregio presenti nel comune possiamo trovare la parrocchiale di Sant'Antonio Abate, la chiesa romanica di San Giorgio (frazione Masio), la chiesa della Madonna della Neve (frazione Marmorito) e il santuario di Santa Maria (frazione Gonengo).

Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate

La chiesa di Sant'Antonio Abate è un interessante edificio in stile tardo barocco costruito tra il 1770 e il 1791, collegato ad un campanile di ampie dimensioni; all'interno, di impronta neoclassica, si trovano il ricco altare e pregevoli legni intagliati, soprattutto nella parte absidale e nella sagrestia. Nella parrocchiale si trovano anche dei pregevoli dipinti di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo.

Chiesa di San Giorgio

La piccola chiesa campestre di San Giorgio, situata nella località Masio, è di origine romanica e risale alla fine del XIII secolo. È notevole soprattutto per la parte absidale. La chiesa è stata recentemente restaurata ed è inserita nel progetto escursionistico della "Rete del Romanico" che, grazie ai volontari, ne permette la visita con alcune aperture nel periodo estivo.

Chiesa della Madonna della Neve

La chiesa della Madonna della Neve fu eretta nel 1839 ed è stata chiesa parrocchiale fino al 1986.

Big Bench

Di più recente costruzione, si segnala la presenza della Panchina Gigante "Bonardina" in frazione Marmorito, installazione artistica che rientra nell'iniziativa "Big Bench Community Project" con il numero 90.


Società

Evoluzione demografica · Etnie e minoranze straniereEsplora il capitolo

Evoluzione demografica

La popolazione residente si è dimezzata in cento anni, a partire dal 1911.

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 la popolazione straniera residente era di 45 persone, pari all'8% del totale.

Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Romania 22 (3,9 %)
  • Perù 10 (1,5 %)

Economia

La popolazione si dedica principalmente all'agricoltura, oltre ad attività industriali e commerciali al di fuori del territorio comunale, soprattutto a Torino e Chivasso .Esplora il capitolo

La popolazione si dedica principalmente all'agricoltura, oltre ad attività industriali e commerciali al di fuori del territorio comunale, soprattutto a Torino e Chivasso.

Nelle aziende agricole è diffuso l’allevamento dei bovini di razza piemontese. Altri prodotti tipici sono i salumi, il miele e il rinomato tartufo bianco.

La produzione vinicola vede in particolare la produzione di vini tipici della zona, tra i quali il Barbera, la Freisa ed il Cortese.

Panorama sull'antico complesso di Aramengo

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.Esplora il capitolo

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
10 giugno 1985 21 maggio 1990 Luigia Nicola Democrazia Cristiana Sindaco [11]
21 maggio 1990 24 aprile 1995 Amalia Emanuel lista civica Sindaco [11]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Amalia Emanuel Forza Italia Sindaco [11]
14 giugno 1999 11 maggio 2004 Francesco Nicola lista civica Sindaco [11]
11 maggio 2004 14 giugno 2004 Lorenzo Micheluzzi Comm. pref. [11]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Francesco Tavolato lista civica Sindaco [11]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Francesco Tavolato lista civica Aramengo, Insieme per costruire Sindaco [11]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Cristiano Massaia lista civica Insieme per costruire Sindaco [11]
26 maggio 2019 in carica Giuseppe Marchese lista civica Condividere e rinnovare Sindaco [11]

Eventi

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  • Festa patronale di Sant’Anna - 26 luglio
  • Festa di San Rocco (frazione Marmorito di Aramengo) - 16 agosto

Note

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  1. ^ Comune di Aramengo : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Aramengo e città, Asti, Piemonte, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  2. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ raméngo, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º luglio 2015.
  6. ^ Perché si dice "andare a ramengo"?, in focus.it, 12 aprile 2012. URL consultato il 1º luglio 2015.
  7. ^ Rosa Necchi, Morelli d'Aramengo, Francesco, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 76, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  8. ^ a b Aramengo (Asti) D.P.R. 18.07.2006 concessione di stemma e gonfalone, su Governo italiano, Ufficio Onorificenze e Araldica, 2006. URL consultato il 18 ottobre 2020.
  9. ^ G.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico, volume I, p. 81.
  10. ^ Dati tratti da:
  11. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

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