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Celle Enomondo: cosa vedere, storia e percorsi

Asti

Celle Enomondo .jpg
Immagine: Frukko · CC BY-SA 3.0
Altitudine
234 m s.l.m.
Superficie
5,59 km²
Nome abitanti
cellesi
Patrono
San Rocco

Uno sguardo da vicino

Alla scoperta di Celle Enomondo

Celle Enomondo (Sele in piemontese) è un comune italiano di 432 abitanti[1] della provincia di Asti, in Piemonte.

Storia di Celle Enomondo

SimboliEsplora il capitolo

La prima attestazione documentaria di Celle risale alla fine del IX secolo. In un atto dell'898 il vescovo di Asti, nell'ambito della riorganizzazione del capitolo della cattedrale, assegnò ai canonici diversi beni e diritti situati nel territorio astigiano, tra i quali figurava anche la località di Celle.[4] Un documento del 933 testimonia inoltre l'esistenza di un insediamento rurale, mentre nel 1041 è attestata la presenza di un castrum, menzionato in un diploma con il quale l'imperatore Enrico III confermò alla Chiesa di Asti precedenti concessioni regie e imperiali.[5]

Nel corso del Medioevo Celle rimase strettamente legata alle vicende politiche della vicina Asti. Il progressivo passaggio dei poteri territoriali dal vescovo al comune astigiano comportò l'inserimento della località nel contado cittadino. Celle compare infatti tra le comunità comprese nel territorio soggetto ad Asti nel diploma concesso nel 1159 dall'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1169 una conferma pontificia dei possessi dei canonici della cattedrale menzionava inoltre la chiesa e il territorio di Celle, attestando la persistenza di importanti interessi ecclesiastici nella località.[5]

Tra il XIII e il XIV secolo la comunità sviluppò progressivamente proprie strutture amministrative, pur rimanendo sottoposta all'influenza politica di Asti. Nel 1356 gli uomini di Celle conferirono una procura per prestare fedeltà al marchese del Monferrato, in qualità di vicario imperiale, e al comune di Asti. In seguito alle vicende politiche dell'Astigiano, nel 1387 la comunità prestò giuramento di fedeltà a Luigi d'Orléans e alla moglie Valentina Visconti; il 29 maggio dello stesso anno Gian Galeazzo Visconti assegnò loro il luogo e la giurisdizione di Celle.[5]

L'organizzazione della comunità nel tardo Medioevo è documentata dagli statuti comunali del 1444. L'amministrazione era articolata nell'arengo, costituito dai capifamiglia, nel consiglio della comunità e nel podestà, nominato dalla città di Asti. Il consiglio veniva rinnovato annualmente mediante un procedimento elettivo indiretto e provvedeva, tra le altre funzioni, all'approvazione degli statuti, successivamente sottoposti alla conferma del governatore ducale di Asti. Gli stessi statuti testimoniano l'esistenza di un sistema difensivo costituito da fossato, spalti e altre fortificazioni, alla cui manutenzione era tenuta a concorrere la popolazione.[5]

Celle seguì quindi le vicende politiche del territorio astigiano. Dopo le dominazioni che interessarono Asti nel tardo Medioevo, la contea entrò nell'orbita dei Savoia nel XVI secolo. Nel corso dell'età moderna la giurisdizione su Celle venne ripartita tra diverse famiglie feudali. Tra i feudatari sono ricordati i Berlingeri, i Melica di Vaglierano, i Mestitis, conti di Graglia, e i Ramelli di Solbrito. Una relazione dell'intendente della provincia di Asti del 1753 indicava come titolari di quote della giurisdizione i conti Gaspare e Ignazio Ramelli, Giuseppe Merliati e Giuseppe Melica.[5]

La medesima relazione del 1753 descriveva il territorio comunale come articolato in tre principali nuclei abitati: il capoluogo, Merlazza e Boschetto. L'economia era prevalentemente agricola e le condizioni dei terreni erano giudicate non particolarmente favorevoli; l'amministrazione suggeriva pertanto un miglioramento delle coltivazioni e la piantumazione di salici e altre specie arboree nelle zone più umide e lungo i corsi d'acqua. L'amministrazione comunale era allora affidata a un consiglio ordinario composto da tre membri.[5]

Con la riforma delle amministrazioni locali promossa da Vittorio Amedeo III nel 1775, l'ordinamento della comunità venne riorganizzato: il consiglio comunale fu composto da tre consiglieri ordinari e altrettanti supplenti e la carica di sindaco veniva esercitata a rotazione dal consigliere ordinario più anziano. Alla fine del XVIII secolo, in seguito all'occupazione francese del Piemonte, Celle fu interessata dalle trasformazioni amministrative introdotte durante il periodo napoleonico.[5]

Dopo la Restaurazione il comune tornò a far parte dei domini sabaudi e, con la successiva formazione del Regno d'Italia, fu compreso nella provincia di Alessandria, all'interno del circondario di Asti. Per distinguerlo dagli altri comuni italiani denominati Celle, nel 1862 il consiglio comunale deliberò di aggiungere al nome storico il termine «Enomondo», con riferimento alla tradizionale vocazione vitivinicola del territorio. La nuova denominazione di Celle Enomondo fu ufficialmente riconosciuta con regio decreto del 1º febbraio 1863.[5]

Tra il 1882 e il 1935 il territorio comunale fu servito dalla tranvia Asti-Canale, che collegava i centri dell'Astigiano con il capoluogo. Nel 1935, con l'istituzione della provincia di Asti, Celle Enomondo fu separata dalla provincia di Alessandria e aggregata alla nuova circoscrizione provinciale.

Simboli

Stemma non riconosciuto e usato de facto

Il comune non dispone di uno stemma e un gonfalone ufficialmente adottati.[6] È tuttavia utilizzato in alcuni contesti e sul sito web dell'ente uno stemma privo di riconoscimento ufficiale, realizzato autonomamente da terzi e non adottato dall'amministrazione comunale. Esso può essere blasonato:

«Di rosso, alla croce d'argento, all'urna vinaria d'oro, attraversante. Ornamenti esteriori da Comune.»

Cosa vedere a Celle Enomondo

Architetture religiose · Chiesa di Sant'Antonio Abate · Chiesa della Confraternita di San RoccoEsplora il capitolo

Architetture religiose

Chiesa di Sant'Antonio Abate

La chiesa di Sant'Antonio Abate è la chiesa parrocchiale di Celle Enomondo. L'edificio, più volte rimaneggiato nel corso dei secoli e in gran parte ricostruito intorno al 1960, conserva elementi appartenenti alla costruzione precedente.[7]

Di particolare interesse è il campanile, costruito in mattoni a vista e di origine romanica. Nell'abside è inoltre conservata una traccia di un affresco cinquecentesco raffigurante san Giovanni Evangelista e san Giacomo Maggiore.[8]

Chiesa della Confraternita di San Rocco

Nel centro abitato sorge la chiesa della Confraternita di San Rocco, dedicata al patrono del paese. L'edificio costituisce uno dei luoghi legati alla tradizione religiosa locale, che trova la sua principale espressione nella festa patronale celebrata annualmente nel mese di agosto.[9]

Altri edifici religiosi

Il territorio comunale conserva diverse cappelle e piloni votivi, testimonianza della religiosità rurale locale. Tra gli edifici minori si trovano la chiesetta dell'Immacolata Concezione e la cosiddetta chiesetta del Convento, quest'ultima costruita nel 1853 per volontà di don Stefano Torchio e collegata alla Casa Stefanine.[10]

La presenza diffusa di cappelle e piloni votivi costituisce uno degli elementi caratteristici del paesaggio rurale di Celle Enomondo; tali manufatti sono compresi negli itinerari storico-culturali e paesaggistici promossi dall'amministrazione comunale.[11]

Architetture civili

Castello

Nel territorio comunale è presente un castello, annoverato dall'amministrazione comunale tra i luoghi di interesse di Celle Enomondo.[12]

Società

Evoluzione demografica · Etnie e minoranze straniere · ReligioneEsplora il capitolo

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2025 i cittadini stranieri residenti a Celle Enomondo erano 28, pari a circa il 6,7% della popolazione residente.[14]

Religione

La tradizione religiosa locale è prevalentemente legata al cattolicesimo. Il territorio comunale costituisce la sede della parrocchia di Sant'Antonio Abate, appartenente alla diocesi di Asti.[15]

La vita religiosa della comunità è inoltre testimoniata dalla presenza sul territorio di cappelle e piloni votivi, inseriti anche negli itinerari storico-culturali promossi a livello locale.[16]

Tradizioni e folclore

La principale ricorrenza religiosa del paese è la festa patronale di San Rocco, celebrata nel mese di agosto. I festeggiamenti comprendono celebrazioni religiose e manifestazioni civili e costituiscono uno dei principali appuntamenti della comunità locale.[17]

Nell'ambito dei festeggiamenti si svolge inoltre la fiera «Celle tutto canapa», dedicata alla valorizzazione della canapa e delle produzioni locali, affiancata da iniziative culturali, enogastronomiche e ricreative. Tra queste figurano il tradizionale raduno di automobili, motociclette e Vespe d'epoca, esibizioni musicali e folkloristiche e itinerari dedicati alle cappelle, ai piloni votivi e al paesaggio rurale del territorio comunale.[18]

Infrastrutture e trasporti

Strade · TranvieEsplora il capitolo

Strade

Celle Enomondo è collegata ai centri limitrofi attraverso la rete viaria provinciale dell'Astigiano, che consente i collegamenti con Asti, San Damiano d'Asti e gli altri comuni circostanti.[19]

Tranvie

Tra il 1882 e il 1935 Celle Enomondo fu servita dalla tranvia Asti-Canale, linea tranviaria interurbana a vapore che collegava Asti a Canale, attraversando il territorio collinare compreso tra l'Astigiano e il Roero. La linea, lunga 24,032 km, era a binario unico e adottava uno scartamento di 1100 mm.

Inaugurata il 31 dicembre 1882, la tranvia rimase in esercizio per oltre cinquant'anni. Il servizio cessò definitivamente il 30 dicembre 1935, contestualmente alle altre linee gestite dalle Ferrovie Elettriche Riunite, e fu sostituito da autoservizi.[20][21]

Amministrazione

SindaciEsplora il capitolo

Sindaci

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1985 11 marzo 1988 Eugenio Torchio Democrazia Cristiana Sindaco [22]
11 marzo 1988 6 giugno 1990 Vincenzo Perosino lista civica Sindaco [22]
6 giugno 1990 24 aprile 1995 Piero Montrucchio Democrazia Cristiana Sindaco [22]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Piero Montrucchio centro Sindaco [22]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Piero Montrucchio lista civica Sindaco [22]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Walter Vercelli lista civica Sindaco [22]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Walter Vercelli lista civica Campanile, spiga e grappolo Sindaco [22]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Andrea Bovero lista civica Celle insieme Sindaco [22]
26 maggio 2019 9 giugno 2024 Andrea Bovero lista civica Celle insieme Sindaco [22]
9 giugno 2024 in carica Andrea Bovero lista civica Celle insieme Sindaco [23]

Sport

Calcio · EquitazioneEsplora il capitolo

Calcio

La tradizione calcistica locale ebbe origine nel 1975 con la fondazione dell'ILSA Celle, società con sede a Celle Enomondo che assunse successivamente le denominazioni di U.S. Cellese, A.S. Celle Vaglierano e A.C. Celle General Cab. Nel 2010, in seguito alla collaborazione con l'A.S.D. Don Bosco Asti, la società assunse la denominazione di A.S.D. Colline Alfieri Don Bosco.[24]

La società disputò i campionati dilettantistici piemontesi, raggiungendo anche l'Eccellenza. Il campo comunale di Celle Enomondo continuò a essere utilizzato per l'attività agonistica anche durante il periodo del Colline Alfieri Don Bosco.[25]

Equitazione

Il territorio dell'attuale comune di Celle Enomondo è legato a una vittoria storica al Palio di Asti. Il 22 maggio 1826 il fantino cellese Vittorio Montrucchio, figlio di Giovanni, vinse la corsa montando un cavallo sardo.[26] La vittoria è ricordata da un ex voto datato allo stesso giorno, conservato nella cappella di San Vincenzo Ferreri della borgata Merlazza, nel quale Montrucchio è raffigurato durante la corsa sotto la protezione di san Vincenzo Ferreri e di san Secondo.[26][27]

Note

Esplora il capitolo
  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Celle Enomondo, su Centro Casalis. URL consultato il 16 agosto 2026.
  5. ^ a b c d e f g h Celle Enomondo, su Centro Casalis. URL consultato il 16 agosto 2026.
  6. ^ Comune di Celle Enomondo, Statuto (PDF), art. 5, c. 1, Stemma e gonfalone.
    «Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di "CELLE ENOMONDO" e con uno stemma che sarà adottato ai sensi della vigente normativa.»
  7. ^ Parrocchiale di Sant'Antonio Abate - Celle Enomondo (AT), su Chiese romaniche, gotiche e rinascimentali di Piemonte e Valle D'Aosta. URL consultato il 16 agosto 2026.
  8. ^ Parrocchiale di Sant'Antonio Abate - Celle Enomondo (AT), su Chiese romaniche, gotiche e rinascimentali di Piemonte e Valle D'Aosta. URL consultato il 16 agosto 2026.
  9. ^ Celle Enomondo | Festa di San Rocco 2023, su Comune di Celle Enomondo. URL consultato il 16 agosto 2026.
  10. ^ A Celle Enomondo 18 chilometri di storie antiche tra piloni votivi, cappelle e chiesette, su Giornarunner. URL consultato il 16 agosto 2026.
  11. ^ Linee programmatiche (PDF), su Comune di Celle Enomondo. URL consultato il 16 agosto 2026.
  12. ^ Luoghi, su Comune di Celle Enomondo. URL consultato il 16 agosto 2026.
  13. ^ Dati tratti da:
  14. ^ Cittadini stranieri 2025 - provincia di Asti, su Tuttitalia.it. URL consultato il 16 agosto 2026.
  15. ^ S. Antonio Abate, su Diocesi di Asti. URL consultato il 16 agosto 2026.
  16. ^ Linee programmatiche (PDF), su Comune di Celle Enomondo. URL consultato il 16 agosto 2026.
  17. ^ Celle Enomondo | Festa di San Rocco 2023, su Comune di Celle Enomondo. URL consultato il 16 agosto 2026.
  18. ^ Celle Enomondo | Festa di San Rocco (edizione 2024), su Comune di Celle Enomondo. URL consultato il 16 agosto 2026.
  19. ^ Viabilità della provincia di Asti (PDF), su provincia.asti.it, Provincia di Asti. URL consultato il 16 agosto 2026.
  20. ^ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Scintille tra i monti. Storia dei trasporti italiani, vol. 8, Milano, 1968, pp. 115-122.
  21. ^ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Scintille tra i monti. Storia dei trasporti italiani, vol. 9, Milano, 1968, pp. 567-569.
  22. ^ a b c d e f g h i Anagrafe degli amministratori locali e regionali, su Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2026.
  23. ^ Corpo elettorale della Provincia di Asti (PDF), su provincia-di-asti-api.municipiumapp.it, Provincia di Asti. URL consultato il 16 agosto 2026.
  24. ^ Il Colline Alfieri don Bosco di San Damiano per la prima volta in Eccellenza (PDF), in L'Ancora, 25 agosto 2013. URL consultato il 16 agosto 2026.
  25. ^ Comunicato ufficiale (PDF), su figc.it, Federazione Italiana Giuoco Calcio. URL consultato il 16 agosto 2026.
  26. ^ a b Renato Grimaldi; Sandro Brignone; Maria Adelaide Gallina, La morfologia degli ex-voto dipinti. Dal rito della «doppia morte» alla rappresentazione della vittoria (PDF), in I media e le icone culturali, 2024, pp. 77-78, DOI:10.53136/97912218114456. URL consultato il 26 settembre 2026.
  27. ^ Chiesa di San Vincenzo Ferreri, su Comune di Celle Enomondo. URL consultato il 26 settembre 2026.

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