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Castelnuovo Don Bosco: cosa vedere, storia e percorsi

Asti

Panorama di Castelnuovo Don Bosco.JPG
Immagine: Castelnuovodonbosco · CC BY-SA 3.0
Altitudine
245 m s.l.m.
Superficie
21,61 km²
Nome abitanti
castelnovesi
Patrono
san Rocco

Uno sguardo da vicino

Alla scoperta di Castelnuovo Don Bosco

Castelnuovo Don Bosco (fino al 1930 Castelnuovo d'Asti – Castelneuv d'Ast in piemontese) è un comune italiano di 3 101 abitanti[2] della provincia di Asti in Piemonte. Fa parte dell'Unione dei Comuni - Comunità Collinare "Alto Astigiano".

Paesaggio e territorio

Il paese sorge all'estremità nord-occidentale della provincia di Asti nel territorio storico dell' Astesana , su di un colle leggermente elevato, vicino alla confluenza tra il…Esplora il capitolo

Il paese sorge all'estremità nord-occidentale della provincia di Asti nel territorio storico dell'Astesana, su di un colle leggermente elevato, vicino alla confluenza tra il rio Nevissano e il rio Bardella. Il paese si chiamava Castelnuovo d'Asti prima che gli venisse attribuito il cognome del più illustre concittadino. L'origine del toponimo è da ricollegare alla presenza di un castello intorno al quale sorge un borgo, fin dall'epoca posteriore all'anno 1000. Attorno al paese sorgono borghi rurali di particolare interesse: Bardella, Cascine Grosse, Morialdo, Il Bricco, Nevissano, Mistrassi e Vironi, Mondonio, Cascine Garesio, Ranello e la zona della Madonna della Neve.

Storia di Castelnuovo Don Bosco

SimboliEsplora il capitolo

Anticamente appartenne per metà ai signori di Riva e per l'altra ai conti di Biandrate, per essere poi dato in sovranità dall'imperatore ai marchesi del Monferrato.

Prima sottomesso al comune di Asti, fu poi reso feudo nel 1288 ai signori di Rivalba e ai signori di Piea, finché, dopo essere controllato per un certo tempo dai marchesi del Monferrato, tornò definitivamente a far parte della Patria Astese nella seconda metà del Trecento. L'importante località fu inserita da Gian Galeazzo Visconti nel Capitanato d'Astesana, raggruppamento territoriale composto da quattordici paesi di grande rilevanza strategica, non infeudabili ma sottoposti direttamente all'autorità del Governatore di Asti.[5] Nel 1618 Carlo Emanuele I di Savoia, conte di Asti e signore dell'Astesana, per impellenti necessità finanziarie istituì e mise in vendita i titoli feudali delle località del Capitanato, concedendoli ai migliori offerenti.

Castelnuovo d'Asti fu concesso nel 1619 al conte Ernst von Mansfeld, finché dopo la sua morte fu dato alla propria sorella naturale Matilde di Savoia, moglie di Carlo di Simiana. Questi conservarono la signoria del luogo fino al 1716, quando Irene Simiana, ultima erede della famiglia, si sposò con Michele Imperiale, principe di Francavilla[6]

Interessante è la relazione sulle condizioni economiche ed amministrative del paese compilata dall'Intendente della Provincia di Asti conte Balduini di Santa Margherita nel 1750. Castelnuovo contava all'epoca 360 famiglie, corrispondenti a una popolazione tra i 1 800 e i 2 000 abitanti. I terreni agricoli erano ritenuti di buona qualità, e se la cerealicoltura era appena bastante al fabbisogno locale, la produzione e la vendita del vino integrava a sufficienza il reddito degli agricoltori. Le vigne occupavano all'epoca ben 1 800 giornate piemontesi (692 ettari) delle 4 500 (1 730 ettari) costituenti il territorio comunale. La produzione vinicola era di 1 800 "carra"[7] da dieci brente, pari a 9 000 ettolitri. Si producevano inoltre 2 299 sacchi di grano, pari a circa 2 000 quintali, e 1 158 sacchi di granella di mais, pari a circa 1 000 quintali. In quell'anno si allevavano a Castelnuovo 497 capi bovini e 500 pecore, il cui latte era destinato alla produzione di rinomate robiole. All'epoca si svolgevano due fiere annuali, una il 26 marzo e l'altra il primo dicembre; molto importante era il mercato settimanale, durante il quale si commerciavano pollami e latticini prodotti in zona[8].

Negli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1943, furono internati a Castelnuovo 45 profughi ebrei (incluse famiglie con bambini), provenienti dai Balcani.[9] Dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca, il gruppo (nel frattempo ridottosi a 20 persone a causa dei numerosi trasferimenti a Ferramonti o altra località di internamento) prontamente si disperse. Alla fine tutti gli internati riuscirono a salvarsi (la maggior parte trovando rifugio in Svizzera, altri dirigendosi al Sud incontro all'esercito alleato).[10]

Simboli

Stemma

Lo stemma comunale è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 13 gennaio 1937.[11]

«Scudo d'argento, alle tre fasce di rosso; al capo di rosso, con serti di alloro e quercia in decusse; timbrato da corona marchionale.[12]»
Gonfalone
«Drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in argento recante la denominazione del comune. Le parti di metallo e i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.»

Il gonfalone municipale, la bandiera e il motto "Lealtà innanzi tutto" che accompagna lo scudo sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 luglio 2002.[11]

Cosa vedere a Castelnuovo Don Bosco

Nel centro storico del capoluogo e nel punto più alto del paese, sorge la torre di origine medioevale a struttura quadrata, rimaneggiata nel Quattrocento (inserita nel circuito…Esplora il capitolo

Nel centro storico del capoluogo e nel punto più alto del paese, sorge la torre di origine medioevale a struttura quadrata, rimaneggiata nel Quattrocento (inserita nel circuito "Castelli Aperti" del Basso Piemonte) che, con alcuni ruderi adiacenti, è ciò che rimane del castello che un tempo dominava l'abitato. Accanto ad essa sorge un santuario risalente alla fine XVIII secolo, dedicato alla Madonna del Castello eretto in forma barocca.

La parrocchiale di Sant'Andrea sorge anch'essa nella parte alta del paese con una semplice facciata risalente al Settecento. L'interno è a pianta centrale e vi si conserva un dipinto di Guglielmo Caccia detto "il Moncalvo".

Attorno all'edificio di culto sorgono alcune pregevoli costruzioni risalenti a epoche diverse, dal Medioevo al Liberty: a quest'ultimo periodo risale la Casa Filipello adornata da un giardino.

Scendendo verso la parte più bassa del borgo si trovano altri notevoli edifici quali la chiesa di San Bartolomeo, in stile settecentesco, e il palazzo dei Rivalba (la cui cappella fa pure parte del sistema "Castelli Aperti") situato in una piazza interamente dominata.

Chiesa di San Eusebio

Nei dintorni del paese, lungo la strada che porta a Berzano di San Pietro si trova la piccola chiesa di Sant'Eusebio in stile romanico: la facciata è stata restaurata nel Settecento, mentre il resto dell'edificio presenta ancora caratteristiche medioevali, con alcuni archetti pensili rimasti nella parte absidale.

Sempre in stile romanico vi sono altri tre edifici di culto posti in luoghi isolati: la chiesa di Santa Maria di Cornareto, in località Nevissano, la chiesa campestre di San Michele Arcangelo in frazione Bardella e quella di Santa Maria di Rasetto nella frazione Mondonio.
La prima era in cattive condizioni sino all'anno 2000, quando ha subito un radicale restauro, eliminando i ruderi dell'aula e le macerie del campanile già crollato un secolo prima, salvando e consolidando la sola abside romanica, con chiusura anteriore come cappella.

Chiesa campestre di San Michele Arcangelo

La seconda si trova su un colle panoramico sul sentiero che congiunge Castelnuovo Don Bosco con l'abbazia di Vezzolano. La terza è tuttora utilizzata: situata su una collinetta vicino alla località Garesio, appare abbastanza integra nella parte esterna, meno la facciata settecentesca all'interno della quale insiste un porticato costruito all'inizio del Novecento, con abside in pietra e struttura in mattoni.

Oltre alla basilica di Don Bosco sorta nella frazione Colle Don Bosco, nel paese è stata dedicata al Santo, nel 1898 una statua, opera dello scultore Giovanni Antonio Stuardi[13], situata nella parte inferiore della piazza principale.

Società

Evoluzione demograficaEsplora il capitolo

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[14]

Geografia antropica

FrazioniEsplora il capitolo

Frazioni

Bardella, Mondonio San Domenico Savio - comune autonomo fino al 1929 - Morialdo, (I Becchi è un rione di Morialdo, ora: Colle Don Bosco in onore al Santo ivi nato), Nevissano e Ranello.

Economia

Nel territorio del comune si coltiva anche la vite che dà origine a produzioni vinicole DOC , in particolar modo il malvasia ed il freisa . Tra le attività artigianali che…Esplora il capitolo
Malvasia di Castelnuovo Don Bosco DOC

Nel territorio del comune si coltiva anche la vite che dà origine a produzioni vinicole DOC, in particolar modo il malvasia ed il freisa. Tra le attività artigianali che hanno avuto un notevole sviluppo possiamo annoverare la lavorazione del giunco e del vimine, con i quali vengono fabbricati i mobili ed altri oggetti di arredamento. In località Bardella, a circa 2 km dal paese, sgorgano delle fonti solforose. Sono sorgenti fredde utilizzate per la cura dell'apparato digestivo e della pelle. Inoltre a Castelnuovo si trova la fabbrica della ICP AVIATION.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.Esplora il capitolo
Gonfalone civico

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1896 1921 Spirito Musso Sindaco
24 giugno 1985 10 giugno 1990 Giovanni Ravinale - Sindaco [15]
10 giugno 1990 18 dicembre 1993 Giovanni Ravinale lista civica Sindaco [15]
16 gennaio 1994 24 aprile 1995 Giorgio Musso Democrazia Cristiana Sindaco [15]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giorgio Musso centro Sindaco [15]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giorgio Musso lista civica Sindaco [15]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Felice Andriano lista civica Sindaco [15]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giorgio Musso lista civica Sindaco [15]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Giorgio Musso lista civica Progetto Castelnuovo Sindaco [15]
27 maggio 2019 9 giugno 2024 Antonio Rago lista civica Progetto Castelnuovo Sindaco [15]
9 giugno 2024 in carica Umberto Musso lista civica Castelnuovo Noi Sindaco [15]

Sport

In ambito sportivo Castelnuovo Don Bosco ha dato i natali a Luigi Marchisio , campione del Giro d'Italia nel 1930 . Come riconoscimento gli è stata intitolata la palestra di…Esplora il capitolo

In ambito sportivo Castelnuovo Don Bosco ha dato i natali a Luigi Marchisio, campione del Giro d'Italia nel 1930. Come riconoscimento gli è stata intitolata la palestra di Castelnuovo.

Note

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  1. ^ Comune di Castelnuovo Don Bosco : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Castelnuovo Don Bosco e città, Asti, Piemonte, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  2. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Serafino Grassi, Storia della città di Asti, vol. II, Asti, 1817, p. 58.
  6. ^ Luigi Cibrario: Notizie genealogiche di famiglie nobili degli antichi stati della monarchia di Savoia, Torino, 1866, p. 193.
  7. ^ La carra è un'antica misura per liquidi usata in Piemonte pari a circa 493 litri, divisa in 10 brente. Nelle Langhe poteva variare a circa 591 litri.
  8. ^ Giovanni Francesco Balduini di Santa Margherita, Relazione generale dell'Intendente d'Asti sullo stato della Provincia - 1750/1753, a cura della Società di Studi Astesi, Volpiano, 2010.
  9. ^ I comuni dell'Astiginano che hanno ospitato ebrei stranieri internati sono: Agliano, Antignano, Asti, Canelli, Castelnuovo Don Bosco, Cocconato, Mombercelli, Montechiaro d'Asti, Montiglio, Nizza Monferrato, San Damiano d'Asti, Villanova d'Asti.
  10. ^ Ebrei stranieri internati in Piemonte. Degli ex-internati a Castelnuovo Don Bosco l'unica deportata ad Auschwitz fu Irene Fuchs, arrestata nel torinese, la quale sarà tra i pochi a fare ritorno dai campi di sterminio. CDEC Digital Library.
  11. ^ a b Castelnuovo Don Bosco, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 12 novembre 2021.
  12. ^ Stemma e gonfalone, su Comune di Castelnuovo Don Bosco.
  13. ^ La vita, su Le opere dello scultore Stuardi.
  14. ^ Dati tratti da:
  15. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

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