Parchi e riserve

Riserva e area protetta

Bosco delle Sorti “La Communa”

Alice Bel Colle · Bruno · Cassine · Maranzana · Mombaruzzo · Ricaldone

Fra Acquese e Astigiano, La Communa conserva 1.819 ettari di colline boscate e piccole valli. Querce, castagni e tracce dell’antico uso collettivo accompagnano i sentieri che partono dai borghi.

Casetta nel bosco a Gavonata, Cassine
Casetta nel bosco a Gavonata, Cassine · Arturo Beltrame · CC BY-SA 4.0

Sei comuni, un solo paesaggio

La zona naturale di salvaguardia si estende per 1.819 ettari fra le province di Alessandria e Asti, a quote comprese indicativamente fra 150 e 210 metri. Crinali dolci, impluvi e rii formano un mosaico di bosco, vigneti e coltivi. I borghi offrono punti di partenza diversi per leggere lo stesso paesaggio.

Querce sui crinali

Roverella e cerro prevalgono sui versanti più caldi; rovere e castagno caratterizzano le esposizioni fresche, con farnia vicino agli impluvi. Erica, ginepro e ginestra compaiono nelle aperture, mentre felci e vegetazione igrofila seguono i fondovalle. La composizione del bosco porta anche i segni dei tagli e delle piantagioni del passato.

Dalle comunalia alle sorti

Il nome “Communa” deriva dai comunalia, terre condivise fra centri vicini. La concessione ai cassinesi fu riconfermata nel 1456; nel tempo il bosco venne diviso in sette contrade e ciascuna in ventotto “sorti”, assegnate mediante sorteggio. Fra il 1858 e il 1860 la proprietà fu privatizzata, ma nomi e confini restano leggibili nelle mappe e nella memoria locale.

Dal borgo al bosco

L’itinerario CAI della Chiesa del Presepio parte da Mombaruzzo, attraversa il centro storico e Borgo Vignale e raggiunge il bosco e il Rio Secco. Nel tratto forestale si incontrano bivi e un’area didattica: una traccia aggiornata aiuta a mantenere il percorso. Dopo la pioggia il fondo argilloso può diventare fangoso.

Un bosco plasmato dall’uso umano

Il bosco attuale non è una foresta rimasta immobile nel tempo. L’aumento della popolazione, i tagli ripetuti e l’estensione dei coltivi ne ridussero la superficie; nell’Ottocento si piantò robinia per tentare di aumentarne la resa. Oggi la robinia e altre specie invadenti restano soprattutto ai margini, mentre il castagno, pur introdotto dall’uomo, è ormai parte stabile dell’ecosistema collinare. Camminando si possono confrontare margini, cedui, castagneti e nuclei di querce, leggendo nel paesaggio le diverse fasi di utilizzo. Il riconoscimento del 2001 come area di valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche ha dato una cornice comune a un territorio diviso amministrativamente fra sei comuni e due province.

Luoghi da conoscere

Apri un luogo sulla mappa per orientarti. Per raggiungerlo segui gli accessi consentiti e le indicazioni sul posto.

Percorsi nel parco 1

Domande utili prima della visita

Che cosa significa “Sorti”?

Erano lotti di bosco assegnati mediante sorteggio. Ogni contrada comprendeva ventotto porzioni.

Da dove parte l’itinerario principale?

Da Mombaruzzo, con passaggio nel centro storico e a Borgo Vignale prima di entrare nel bosco.

Approfondimenti e contatti