Riserva e area protetta
Riserva Naturale del Paludo e dei Rivi di Moasca
Agliano Terme · Calosso · Costigliole d’Asti · Moasca
Canneti, fossati, piccoli specchi d’acqua e vigneti formano una zona umida inattesa nel sud Astigiano. Il Paludo e i Rivi di Moasca proteggono un fondovalle importante per uccelli, anfibi e vegetazione rurale.

Una zona umida tra le vigne
La riserva misura 177,20 ettari nei comuni di Agliano Terme, Calosso, Costigliole d’Asti e Moasca. Il nucleo più conosciuto si trova fra il laghetto artificiale Sant’Agnese e i canneti di fondovalle. Fossati, piccole pozze sorgive, filari e campi collegano l’acqua alle colline coltivate a vite.
Canneti e uccelli di passo
La cannuccia di palude forma dormitori e aree di sosta per l’avifauna. Migliarino di palude, pettazzurro, pendolino, cannaiola e tarabusino sono fra le specie osservate nei diversi periodi dell’anno. Nelle pozze vive anche la rana di Lessona. Presenze e quantità cambiano con stagione, acqua e disturbo: binocolo e ascolto sono il modo migliore per scoprirle.
Gelsi e paesaggio rurale
Lungo strade comunali e vicinali sopravvivono vecchi gelsi capitozzati, memoria dell’allevamento del baco da seta. Siepi di prugnolo, sanguinello e biancospino fiancheggiano i fossati; pioppeti, querce coltivate e vigne raccontano altri usi del fondovalle. La tutela nasce anche dal lavoro di osservazione ornitologica e inanellamento scientifico svolto con volontari locali.
Osservare senza avvicinarsi
Il Paludo è un ambiente minuto e sensibile, più adatto all’osservazione tranquilla che a una lunga escursione. Scegli strade comunali o vicinali chiaramente percorribili e fermati nei punti aperti, senza entrare nei canneti o sulle sponde del laghetto Sant’Agnese. I periodi di migrazione offrono più movimento; mattino e tardo pomeriggio favoriscono ascolto e fotografia a distanza.
Una piccola geografia da osservare
Il valore del Paludo nasce dalla vicinanza di elementi diversi: acqua ferma, fossati, canneti, siepi, pioppeti e vigne. Un pettazzurro usa il canneto in modo diverso da un airone, mentre rondini e cutrettole frequentano gli spazi aperti. Le siepi offrono riparo e alimentazione, e i gelsi ricordano che natura e agricoltura qui si sono intrecciate per secoli. L’inanellamento scientifico permette di riconoscere ritorni e spostamenti degli uccelli senza trasformare ogni visita in una ricerca della specie rara. Per chi arriva con il binocolo è utile scandire l’osservazione: prima il bordo del canneto, poi i fili e gli alberi isolati, infine il cielo sopra il fondovalle. Anche impronte, richiami e movimenti della vegetazione aiutano a capire chi usa l’area.
Luoghi da conoscere
Apri un luogo sulla mappa per orientarti. Per raggiungerlo segui gli accessi consentiti e le indicazioni sul posto.
Laghetto Sant’Agnese
Specchio d’acqua artificiale vicino ai canneti più osservati; le sponde appartengono a un’associazione di pescatori.
Apri in Google Maps · Laghetto Sant’AgneseCalosso
Borgo collinare vicino alla regione Paludo, utile per leggere il contrasto fra vigneti e fondovalle umido.
Apri in Google Maps · CalossoMoasca
Il borgo dà nome ai rii che attraversano il paesaggio protetto.
Apri in Google Maps · MoascaDomande utili prima della visita
Quanto è grande la riserva?
177,20 ettari distribuiti fra Agliano Terme, Calosso, Costigliole d’Asti e Moasca.
Quando si osservano più uccelli?
Durante le migrazioni e nelle ore più fresche. Le specie cambiano durante l’anno, quindi ogni stagione offre osservazioni diverse.