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Gavi DOCG: il Cortese fra borghi e orizzonte ligure

DOCG · Bianco da Cortese, anche frizzante e spumante

Panorama del borgo di Gavi, centro di riferimento della DOCG da Cortese.
Panorama del borgo di Gavi, centro di riferimento della DOCG da Cortese.Foto: Maurizio Ravera · CC BY-SA 4.0 · versione ridimensionata
  1. 01Territorio
  2. 02Vitigno
  3. 03Vino
  4. 04Cantina

Dal territorio al calice

Gavi DOCG, un vino da conoscere

Il Gavi DOCG nasce interamente da Cortese, sulle colline dell’Alessandrino che guardano verso l’Appennino e la Liguria. Il bianco porta il nome del borgo, ma racconta un territorio condiviso da undici comuni: una geografia di vigneti, paesi e strade da seguire con calma.

Puoi cominciare da Gavi, attraversare Tassarolo e raggiungere San Cristoforo. Le terre del Gavi offrono un percorso nel quale il vino e il patrimonio degli abitati si sostengono a vicenda. La visita in cantina aggiunge alla carta dei luoghi la provenienza precisa dei grappoli e l’interpretazione scelta dal produttore.

Undici comuni e più paesaggi

La zona comprende territori di Gavi, Bosio, Carrosio, Capriata d’Orba, Francavilla Bisio, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo. Il perimetro del disciplinare definisce le parti ammesse: il numero dei comuni offre un riferimento, mentre l’origine delle uve richiede di guardare alla delimitazione effettiva dei vigneti.

Il paesaggio del Gavi si legge attraverso l’incontro fra colline e vicinanza appenninica. Dal centro del borgo, la presenza del Forte introduce una storia di passaggi e collegamenti; fuori dall’abitato, i filari aprono il racconto agricolo. L’alternanza fra questi due ambienti dà concretezza al nome in etichetta e invita a percorrere anche i paesi meno conosciuti.

Dal borgo alla denominazione

Il Gavi ottiene la DOC nel 1974 e la DOCG nel 1998. È ammesso anche il nome Cortese di Gavi, che esplicita il legame fra varietà e provenienza. Le due forme aiutano a comprendere la doppia identità del vino: un vitigno piemontese e un’area delimitata che ne interpreta la coltivazione.

Le cantine aggiungono a questa storia la diversità degli appezzamenti e delle scelte produttive. La presenza di vigne in comuni differenti rende interessante chiedere dove siano coltivati i grappoli della bottiglia assaggiata. Un percorso fra Gavi, Francavilla Bisio e Tassarolo può così trasformarsi in una lettura della denominazione attraverso più punti del territorio, mantenendo come filo la stessa uva bianca.

Cortese in purezza, più tipologie

Tutte le tipologie del Gavi DOCG richiedono il 100% di Cortese. Il disciplinare comprende tranquillo, frizzante, spumante, Riserva e Riserva Spumante metodo classico. La purezza varietale convive quindi con forme diverse di elaborazione e maturazione: il nome della tipologia completa la lettura della bottiglia e orienta la degustazione.

La versione tranquilla permette di avvicinarsi alla freschezza del bianco; le altre versioni aprono il tema dell’effervescenza e del tempo. Il confronto con il Cortese dell’Alto Monferrato mostra un altro territorio della stessa varietà, con una base minima dell’85%. Piatti di pesce, risotti e preparazioni delicate sono occasioni per riconoscere il ruolo del vino a tavola.

La Riserva Spumante metodo classico prevede almeno due anni di invecchiamento, con diciotto mesi sui lieviti in bottiglia. Il dato rende concreta la differenza rispetto a un semplice riferimento alle bollicine: il tempo e la permanenza sui lieviti entrano nelle condizioni produttive. Una degustazione che includa questa tipologia può quindi seguire anche la maturazione, collegando il Cortese della vigna ai passaggi compiuti prima che la bottiglia venga aperta.

Gavi, Tassarolo e i paesi delle vigne

Dedica una prima sosta al centro di Gavi e al suo patrimonio storico, poi raggiungi Tassarolo e San Cristoforo. Il passaggio fra strade del paese e campagna mostra come gli abitati si inseriscano nelle colline. Una visita in azienda può completare il giro con il racconto di uno o più vigneti, riportando l’assaggio alla loro posizione.

Per una seconda giornata, Parodi Ligure e Bosio permettono di esplorare altri settori dell’area. Le pagine comunali accompagnano la scelta delle soste e degli approfondimenti. Una degustazione di Gavi tranquillo e spumante lega infine le due giornate: il territorio resta comune, mentre la lavorazione offre prospettive differenti sulla stessa materia prima.

Il vino comincia dall’uva

I vitigni nel racconto di Gavi DOCG

Il borgo di Gavi, centro di riferimento della denominazione prodotta da uve Cortese.

Uva a bacca bianca

Cortese

Il Cortese porta il viaggio nei bianchi del Gavi e dell'Alto Monferrato, seguendo colline, borghi e interpretazioni di un'uva piemontese.

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Il borgo di Gavi, centro di riferimento della denominazione prodotta da uve Cortese.Foto: Maurizio Ravera · CC BY-SA 4.0 · versione ridimensionata

Le colline, prima del calice

I territori da esplorare

Un paese dà inizio al viaggio

Borghi, approfondimenti e percorsi

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