Vini del Monferrato e delle terre vicine
Monferrato DOC: tante uve, un paesaggio da attraversare
DOC · Bianchi, rossi e rosati

- 01Territorio
- 02Vitigno
- 03Vino
- 04Cantina
Dal territorio al calice
Monferrato DOC, un vino da conoscere
Il Monferrato DOC racconta un territorio attraverso una famiglia di vini. Bianchi, rossi e rosati condividono il nome delle colline, mentre uve e scelte di cantina aprono percorsi differenti. È una denominazione adatta a chi vuole conoscere la varietà del Monferrato, passando da una bottiglia al luogo in cui nasce.
Da Casale Monferrato ad Asti, il viaggio attraversa paesi, vigne, campi e cascine. La DOC offre un filo per leggere questo insieme: invita a cercare la provenienza delle uve e a distinguere le diverse interpretazioni del vino, senza ridurre una regione così ampia a un solo vitigno.
Due province, molte colline
La zona della DOC abbraccia le province di Asti e Alessandria. L’ampiezza geografica si riflette nelle differenze del paesaggio: nel Monferrato Casalese i borghi e la pietra da cantoni accompagnano la visita; nel Monferrato Astigiano si incontrano altre dorsali e altri centri di riferimento. Seguire il nome Monferrato significa dunque muoversi tra ambienti agricoli diversi.
Un panorama osservato da Vignale mostra la relazione fra abitati e campagne. Le vigne si alternano alle altre colture, mentre le strade collegano i nuclei sulle alture. In questa geografia, la localizzazione del vigneto aiuta a comprendere la bottiglia molto più di un’immagine indistinta di colline.
Una DOC aperta alle interpretazioni
Riconosciuta nel 1994, la denominazione ha dato spazio sia alle varietà piemontesi sia al loro incontro con vitigni internazionali. L’assemblaggio costituisce una delle sue possibilità: una scelta che permette ai produttori di costruire un profilo proprio entro le regole comuni. La storia della DOC appartiene così anche alla ricerca contemporanea delle aziende.
Per il visitatore questa apertura è interessante perché rende visibile il lavoro di cantina. Due Monferrato Rosso possono partire da combinazioni differenti; conoscere le uve utilizzate dà un significato preciso al confronto. La tradizione delle colline continua attraverso decisioni concrete sulla vigna, sulla vendemmia e sulla composizione del vino.
Leggere le tipologie nel calice
Le versioni Rosso e Bianco ammettono uno o più vitigni non aromatici del rispettivo colore. Accanto a queste esistono tipologie come Chiaretto, Freisa, Dolcetto, Nebbiolo e Casalese Cortese. La specificazione è quindi parte essenziale del nome: orienta la degustazione e collega il vino a una base ampelografica più definita.
Le pagine di Barbera, Freisa e Cortese permettono di approfondire tre fili diversi. In azienda puoi confrontare un assemblaggio con una bottiglia che porta il nome del vitigno. Cerca il rapporto fra freschezza, struttura e maturazione: è qui che la scelta produttiva diventa esperienza del gusto.
La specificazione Nebbiolo richiede almeno il 90% di quella varietà; per Freisa, Dolcetto e Casalese Cortese la quota minima del vitigno indicato è l’85%. Le differenze aiutano a formulare domande mirate durante l’assaggio: quale spazio ha l’uva principale, che cosa aggiunge l’eventuale complemento, come cambia il vino rispetto a un assemblaggio. Il nome completo della bottiglia diventa così una chiave per conoscere la produzione, oltre il riferimento geografico condiviso.
Dal borgo alla cantina
Una giornata nel Casalese può unire Casale, Cella Monte e Vignale. L’incontro con gli infernot introduce la conservazione domestica del vino e il rapporto fra pietra e abitazioni. La visita in cantina aggiunge il presente agricolo a questo patrimonio, riportando l’attenzione ai versanti e alle persone che li lavorano.
Per proseguire, confronta la DOC con la Barbera del Monferrato e il Grignolino del Monferrato Casalese. Sono denominazioni con caratteri più circoscritti, utili per mettere a fuoco la pluralità incontrata durante il viaggio. Portare con sé il nome dei paesi visitati trasforma infine l’etichetta in una piccola mappa personale.
Il vino comincia dall’uva
I vitigni nel racconto di Monferrato DOC

Uva a bacca nera
Barbera
Dalle terre del Nizza al Casalese, la Barbera racconta una parte centrale del Monferrato: un'uva di freschezza, colore e molte interpretazioni.
Conosci il vitigno →
Uva a bacca nera
Freisa
Fra Astigiano e Casalese, la Freisa racconta un'uva capace di dare rossi vivaci e vini fermi, con il tannino come tratto riconoscibile.
Conosci il vitigno →
Uva a bacca bianca
Cortese
Il Cortese porta il viaggio nei bianchi del Gavi e dell'Alto Monferrato, seguendo colline, borghi e interpretazioni di un'uva piemontese.
Conosci il vitigno →
Uva a bacca nera
Dolcetto
Il Dolcetto accompagna il viaggio nell'Ovadese e nell'Acquese: un'uva scura, dalla maturazione precoce e da interpretazioni anche di lungo respiro.
Conosci il vitigno →
Uva a bacca nera
Nebbiolo
Il Nebbiolo apre una prospettiva sulle colline di Albugnano e sulle Terre Alfieri, con un viaggio astigiano dentro la geografia di un grande vitigno piemontese.
Conosci il vitigno →Le colline, prima del calice
I territori da esplorare

Monferrato Casalese
Da Casale ai borghi degli infernot: scopri il paesaggio del Grignolino e della Barbera attraverso paesi, pietra da cantoni e percorsi tra le colline.
Entra nel territorio
Monferrato Astigiano
Le colline astigiane dalle terre del Ruchè ad Albugnano e alle Terre Alfieri: paesi, vigne e percorsi per conoscere uve e vini diversi.
Entra nel territorioUn paese dà inizio al viaggio
Borghi, approfondimenti e percorsi
Segui i paesi collegati al racconto e continua fra le loro storie e gli itinerari delle colline.
Aggiungi una tappa al viaggio
Altri vini da conoscere

DOC · Rosso
Barbera del Monferrato DOC
Un rosso che attraversa paesi e colline del Monferrato. La Barbera incontra la cultura delle cantine e una tavola di sapori quotidiani.
Entra nel racconto del vino →
DOC · Rosso
Grignolino del Monferrato Casalese DOC
Il Grignolino fra borghi di pietra e infernot. Un rosso da conoscere seguendo il paesaggio del Monferrato Casalese.
Entra nel racconto del vino →