Novembre · San Sebastiano Curone
Fiera del Tartufo di San Sebastiano Curone: guida tra tartufo bianco, nero e Val Curone
Scopri la Fiera Nazionale del Tartufo di San Sebastiano Curone: periodo, tartufo bianco e nero, Timorasso, Montebore, borgo e itinerari in Val Curone.
Terza e quarta domenica di novembre. Scopri tutti gli appuntamenti sul sito ufficiale della manifestazione.

Nella seconda metà di novembre San Sebastiano Curone diventa una delle capitali piemontesi del tartufo. Per due domeniche il piccolo borgo della Val Curone accoglie tartufai, produttori, chef, appassionati e visitatori arrivati per la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco e Nero, una manifestazione che dal 2008 ha ottenuto il riconoscimento nazionale e che racconta in modo molto concreto la vocazione tartufigena delle Terre del Giarolo.
Qui il tartufo non è isolato dal resto del territorio. Al suo fianco trovi il Derthona Timorasso, la Barbera dei Colli Tortonesi, il Salame Nobile del Giarolo, il formaggio Montébore e una cucina appenninica costruita su ingredienti semplici e sapori netti. La fiera si sviluppa tra il Palatartufo, le vie del centro storico, Piazza Roma e gli spazi del borgo, permettendo di alternare mercato, degustazioni, asta, ristorazione, cultura e passeggiate.
Quando si svolge la Fiera Nazionale del Tartufo di San Sebastiano Curone
La manifestazione si svolge ogni anno la terza e la quarta domenica di novembre. Questa cadenza è indicata direttamente dagli organizzatori ed è ormai parte integrante del calendario del paese. Le due domeniche permettono di distribuire attività diverse e di offrire ai visitatori due occasioni per scoprire la fiera.
La terza e la quarta domenica di novembre invitano a un weekend di tartufi, vini e scoperte nella Val Curone.
Una fiera nelle Terre del Giarolo
La mostra mercato è dedicata ai tartufi, all’agricoltura e alla zootecnia, con le due giornate principali ospitate nel Palatartufo e negli spazi del centro.
L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è valorizzare la produzione di tartufi bianchi e neri delle Terre del Giarolo, area appenninica tra Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia che conserva una forte identità rurale. La fiera diventa così una vetrina per un territorio meno conosciuto rispetto ad altre zone tartufigene, ma ricchissimo di prodotti e paesaggi.
Tartufo bianco e tartufo nero
Una caratteristica distintiva della manifestazione è la presenza sia del tartufo bianco sia del tartufo nero. La mostra mercato permette di osservare tipologie differenti e di comprenderne meglio profumo, consistenza, stagionalità e utilizzo in cucina.
Il tartufo bianco pregiato è quello che attira più immediatamente l’attenzione, ma la presenza del nero amplia l’esperienza e permette di avvicinarsi a un mondo più complesso. I due prodotti richiedono tecniche e abbinamenti diversi e raccontano condizioni ambientali differenti.
Accompagnamento all’acquisto
Dal 2015 il Centro Nazionale Studi Tartufo collabora con la manifestazione attraverso un servizio di accompagnamento all’acquisto. L’obiettivo è fornire ai visitatori indicazioni utili per riconoscere qualità, freschezza e caratteristiche del prodotto prima dell’acquisto.
È un servizio particolarmente utile per chi compra tartufo solo occasionalmente. Approfittane per chiedere come riconoscere un esemplare fresco, come conservarlo e in quali tempi consumarlo. Imparare a scegliere è molto più importante che limitarsi a cercare il pezzo più grande.
Il Palatartufo

La Sala S.M.S., conosciuta durante la manifestazione come Palatartufo, è il cuore della mostra mercato. Qui i tartufai, principalmente provenienti dalle Valli del Giarolo, espongono e commercializzano direttamente il raccolto della stagione.
Entrare al Palatartufo nelle prime ore della mattina permette di osservare con calma i banchi e parlare con chi ha raccolto il prodotto. Nel corso della giornata l’ambiente diventa molto più animato, soprattutto in corrispondenza delle aste, delle premiazioni e degli appuntamenti gastronomici.
L’Asta Nazionale del Tartufo
Una delle tradizioni più riconoscibili della prima domenica è l’Asta Nazionale del Tartufo Bianco e Nero. Diversi lotti combinano tartufi e prodotti del territorio e vengono battuti davanti al pubblico, trasformando il prodotto in un momento di spettacolo e partecipazione.
L’asta non va letta soltanto come occasione commerciale. È anche un modo per valorizzare gli esemplari più interessanti, raccontare la stagione e attirare l’attenzione sul lavoro dei tartufai. Se vuoi assistere, controlla l’orario specifico dell’edizione e arriva in anticipo.
La gara cinofila di ricerca
La seconda domenica ospita tradizionalmente la gara cinofila di ricerca al tartufo. I cani, accompagnati dai loro conduttori, affrontano manche a tempo e devono individuare le esche nascoste, dimostrando concentrazione, fiuto e sintonia con il tartufaio.
Gli organizzatori sottolineano la particolarità della gara, che utilizza anche esche di tartufo bianco. È un appuntamento molto interessante per chi vuole vedere in azione il vero protagonista silenzioso della cerca: il cane.
Truffle for Kids
Nelle edizioni recenti il programma ha introdotto anche attività dedicate ai bambini, come Truffle for Kids. Attraverso il gioco e la relazione con il cane, educatori cinofili e tartufai spiegano ai più piccoli come si costruisca il lavoro di ricerca e quanto siano importanti rispetto, attenzione e collaborazione.
Se viaggi in famiglia, controlla se l’attività viene riproposta. È uno dei modi migliori per evitare che il tartufo resti un argomento esclusivamente per adulti e trasformare la fiera in un’esperienza didattica.
Il Mercato Nazionale enogastronomico
Nelle due domeniche il centro storico ospita un mercato nazionale di prodotti enogastronomici con espositori provenienti da diverse regioni italiane. Tartufi e derivati, funghi, formaggi, salumi, vini, birre artigianali, mieli, confetture, oli, farine, paste fresche e prodotti da forno costruiscono un percorso molto ampio.
Per chi arriva con l’obiettivo di acquistare prodotti locali, il consiglio è di distinguere ciò che appartiene direttamente alle Terre del Giarolo dalle specialità provenienti da altre zone. Entrambe possono essere interessanti, ma conoscere la provenienza aiuta a usare la fiera come strumento per esplorare davvero il territorio.
Derthona Timorasso: il vino simbolo dei Colli Tortonesi
Tra i vini più legati a San Sebastiano Curone c’è il Derthona Timorasso. È un bianco prodotto da un vitigno autoctono dei Colli Tortonesi che negli ultimi decenni ha conosciuto una forte rinascita e oggi rappresenta una delle produzioni più identitarie dell’area.
Durante la fiera l’Enoteca dei Territori offre normalmente la possibilità di incontrare produttori e degustare vini dei Colli Tortonesi e di altre aree vicine. Se assaggi un Timorasso che ti colpisce, annota il nome della cantina: una visita il giorno successivo è il modo migliore per collegare il bicchiere alle colline da cui proviene.
Barbera dei Colli Tortonesi
Accanto al Timorasso trovi anche la Barbera dei Colli Tortonesi, che racconta un’altra faccia del territorio. Acidità, frutto e struttura la rendono particolarmente adatta alla cucina autunnale e ai piatti di carne e salumi che accompagnano la fiera.
Montebore: il formaggio che sembra una torta nuziale
Il Montébore è uno dei prodotti più curiosi e riconoscibili delle Terre del Giarolo. La sua forma è composta da piccoli cilindri sovrapposti di diametro decrescente e ricorda una piccola torta nuziale. È prodotto con latte vaccino e ovino in proporzioni che possono variare secondo il disciplinare e la tradizione del produttore.
Assaggiarlo durante il weekend della fiera permette di scoprire un prodotto che appartiene profondamente alla Val Curone e alle valli vicine. Fresco o più stagionato cambia carattere e può accompagnarsi molto bene ai vini del territorio.
Il Salame Nobile del Giarolo
Un’altra eccellenza citata dagli stessi organizzatori è il Salame Nobile del Giarolo. È legato alla norcineria delle valli appenniniche e rappresenta perfettamente quella cucina di conservazione che per secoli ha trasformato la carne in prodotti capaci di durare nel tempo.
Durante la fiera cercalo tra gli espositori locali e assaggialo senza troppi accompagnamenti. Una fetta di salame, un pezzo di pane e un bicchiere di vino permettono di capire molto del carattere gastronomico della zona.
A Tavola con il Tartufo
La manifestazione non finisce negli stand. L’iniziativa A Tavola con il Tartufo coinvolge ristoranti e agriturismi di San Sebastiano Curone e del territorio, che propongono per il periodo della fiera menù dedicati ai tartufi bianchi e neri.
I menù vengono normalmente pubblicati nei giorni precedenti la manifestazione perché dipendono dalla disponibilità del prodotto. Se vuoi una cena o un pranzo completo al tartufo, consulta l’elenco aggiornato e prenota direttamente presso la struttura scelta.
Una cucina che parte dalle materie prime locali
Gli organizzatori sottolineano l’uso di materie prime locali come base dei menù. È il modo più coerente per vivere il tartufo: non come elemento isolato e lussuoso, ma come ingrediente che completa una cucina di territorio fatta di pasta fresca, uova, carni, formaggi e verdure di stagione.
La Locanda del Tartufo
Nelle edizioni recenti il programma ha incluso una Locanda del Tartufo temporanea, con tavoli conviviali e piatti preparati al momento, con o senza tartufo bianco e nero. La formula può cambiare di anno in anno, ma rappresenta bene il carattere informale e sociale della manifestazione.
Se viene riproposta, è una soluzione comoda per mangiare all’interno della fiera senza rinunciare a una cucina espressa. Controlla però orari, menù e modalità di accesso prima della visita.
Tartufi sulla Via del Sale
La storia di San Sebastiano Curone è legata alle antiche vie commerciali che mettevano in comunicazione la pianura con Genova. Per secoli il borgo fu un luogo di passaggio e sosta per carovane cariche di sale e grano, e questa funzione contribuì alla crescita di commercianti, artigiani e famiglie benestanti.
Le visite guidate proposte durante la fiera, come Tartufi sulla Via del Sale, raccontano proprio questo passato attraverso il castello, le chiese, gli oratori, i vicoli e i palazzi. È un ottimo modo per capire perché il centro storico abbia un carattere più urbano di quanto ci si aspetterebbe da un paese di valle.
Piazza Roma

Piazza Roma è il salotto del borgo. Su questo spazio si affacciano palazzi eleganti e da qui partono le vie che conducono alle contrade storiche. Durante gli eventi diventa naturalmente uno dei punti più animati e un luogo di passaggio tra mercato, cultura e ristorazione.
Osserva anche i dettagli architettonici. Le fonti locali ricordano i palazzi e gli elementi Liberty che testimoniano la prosperità raggiunta dal paese grazie ai commerci e alla sua posizione sulla Via del Sale.
Vicoli e portali in pietra

Una delle caratteristiche più belle di San Sebastiano Curone è la rete di strette vie selciate con ciottoli di torrente. Alte case a più piani accompagnano il percorso e alcuni edifici conservano portali in pietra scolpita con nomi e date legati soprattutto al Seicento.
Allontanati per qualche minuto dagli stand e percorri questi vicoli senza una meta precisa. È il modo più semplice per scoprire il carattere del borgo e capire come la sua storia commerciale abbia prodotto un abitato diverso dai tradizionali nuclei rurali delle valli circostanti.
La Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano

La Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Sebastiano, è uno degli edifici principali del paese. La facciata barocca si affaccia su uno spazio raccolto e l’interno conserva decorazioni e opere che meritano una breve visita.
Durante la fiera la chiesa può essere inserita nei percorsi guidati. Anche una visita autonoma, quando aperta, permette di aggiungere alla giornata una pausa più tranquilla rispetto al mercato.
Gli oratori e il patrimonio religioso
Il borgo conserva anche l’Oratorio della Santissima Trinità, conosciuto come Oratorio dei Rossi, e l’Oratorio della Madonna Assunta, o dei Bianchi. Sono testimonianze delle antiche confraternite e contribuiscono al patrimonio storico del paese.
La presenza di più edifici religiosi in un centro così piccolo racconta bene l’importanza che San Sebastiano raggiunse nei secoli passati. Se partecipi a una visita guidata, approfittane per entrare negli spazi che non sono sempre accessibili liberamente.
Il Castello
Nella parte alta del borgo si conserva un edificio fortificato indicato tradizionalmente come castello. Le fonti storiche locali lo descrivono come un presidio costruito per sorvegliare il traffico lungo le vie che collegavano Genova e la pianura, più che come un classico castello feudale.
La struttura è stata trasformata nei secoli e l’interno non conserva più l’aspetto originario, ma i robusti muri esterni, le feritoie e alcuni elementi in pietra ricordano ancora la funzione difensiva. È una tappa interessante per chi vuole leggere il paese attraverso la sua posizione strategica.
Archivio Piero Leddi
San Sebastiano Curone è anche legata all’arte contemporanea grazie a Piero Leddi, artista nato nel paese e figura importante della cultura italiana del Novecento. L’Archivio Piero Leddi conserva opere, documenti e materiali che permettono di conoscere il suo lavoro.
Inserire l’archivio nella visita offre un cambio di prospettiva sorprendente: dal tartufo e dalla cucina si passa all’arte contemporanea senza lasciare il borgo. Aperture e visite devono essere verificate sul programma o sui canali turistici locali.
Archivio Pittor Giani
Il paese dedica inoltre uno spazio alla memoria di Felice Giani, considerato uno dei maggiori esponenti del neoclassicismo italiano e originario di San Sebastiano Curone. Mostre e iniziative periodiche mantengono vivo il rapporto tra l’artista e il territorio.
Anche in questo caso la visita dipende da aperture ed eventi specifici. Se trovi una mostra durante il weekend della fiera, vale la pena includerla: aiuta a scoprire quanto sia articolata l’identità culturale di questo piccolo centro.
Come organizzare la prima domenica
Mattina: mostra mercato e accompagnamento all’acquisto
Arriva presto e inizia dal Palatartufo. Le prime ore sono le migliori per confrontare gli esemplari, parlare con i tartufai e, se disponibile, utilizzare il servizio di accompagnamento all’acquisto.
Tarda mattinata: mercato e vini
Prosegui nel centro storico tra il mercato enogastronomico e l’Enoteca dei Territori. Assaggia con moderazione Timorasso e Barbera e prendi nota dei produttori che vorresti visitare.
Pranzo: Locanda o ristorante
Scegli tra la ristorazione temporanea della fiera e uno dei locali aderenti ad A Tavola con il Tartufo. Per i ristoranti e gli agriturismi è consigliabile prenotare, soprattutto se vuoi un menù completo a base di tartufo.
Pomeriggio: asta e borgo
La prima domenica è tradizionalmente quella dell’Asta Nazionale. Dopo l’asta dedica almeno un’ora ai vicoli, a Piazza Roma e agli edifici storici, magari partecipando a una visita guidata.
Come organizzare la seconda domenica
Mattina: centro storico e cultura
Se hai già visitato il mercato nella prima giornata, inizia con il borgo, gli archivi o un percorso guidato. In alternativa entra presto al Palatartufo per vedere il nuovo raccolto disponibile.
Mezzogiorno: gara cinofila
La seconda domenica ospita normalmente la gara di ricerca al tartufo. Controlla l’orario esatto e raggiungi l’area con anticipo, perché è uno degli appuntamenti più curiosi e fotografati.
Pomeriggio: prodotti locali e ultimi acquisti
Dedica l’ultima parte della giornata agli acquisti. Dopo aver assaggiato e confrontato i prodotti durante la mattina sarà più facile scegliere tartufi, formaggi, salumi o vino da portare a casa.
Un weekend nella Val Curone
San Sebastiano Curone è la porta di una valle che sale verso l’Appennino. Con una notte in zona puoi dedicare il giorno successivo a Dernice, Fabbrica Curone, Gremiasco, Garbagna o alle alte valli, passando gradualmente dalle colline vitate a un paesaggio più montano.
La Val Curone è particolarmente interessante per chi ama un turismo lento. Piccoli paesi, strade secondarie, boschi, prodotti locali e panorami appenninici permettono di costruire una giornata senza bisogno di grandi attrazioni o itinerari affollati.
Camminare nei dintorni
Il Comune segnala una rete sentieristica e numerose attività outdoor nei boschi e nelle vallate circostanti. Il territorio si presta a passeggiate semplici, trekking più lunghi e percorsi in mountain bike, con possibilità molto differenti a seconda della quota e della stagione.
A novembre è indispensabile considerare giornate corte, fango e terreno scivoloso. Per un’escursione nel weekend della fiera, scegli scarpe adatte ai tratti autunnali e un itinerario in sintonia con le ore di luce.
Tra Val Curone e Colli Tortonesi
San Sebastiano Curone permette di unire due mondi vicini: le valli appenniniche e i Colli Tortonesi. Seguendo le strade verso Tortona il paesaggio diventa progressivamente più vitato e compaiono le aziende legate al Timorasso.
È un itinerario perfetto per il giorno successivo alla fiera. Parti con una passeggiata o una visita in valle, fermati a pranzo e dedica il pomeriggio a una cantina, costruendo un percorso che colleghi direttamente i sapori incontrati a San Sebastiano ai luoghi di produzione.
La fiera con i bambini
Le due domeniche possono essere vissute anche in famiglia. Le attività dedicate ai cani, il mercato, la gara cinofila e le iniziative Truffle for Kids permettono di alternare momenti gastronomici ad esperienze più dinamiche.
Il borgo è compatto, ma alcune vie sono selciate e possono risultare scomode con passeggini molto pesanti. Nelle ore centrali la zona del Palatartufo può essere affollata: arrivare presto rende la visita più semplice.
Fotografare la Fiera del Tartufo
La Fiera di San Sebastiano Curone è molto fotogenica perché il mercato si inserisce in un borgo piccolo e riconoscibile. Puoi alternare primi piani dei tartufi, mani dei cercatori e cani da ricerca con le facciate colorate, i portali in pietra e i vicoli.
Piazza Roma e la Chiesa Parrocchiale offrono buoni punti di contesto, mentre allontanandoti dal centro puoi inserire nelle immagini il paesaggio delle valli. Per fotografie di persone riconoscibili da vicino, soprattutto bambini e tartufai durante le attività, chiedi sempre il permesso.
Informazioni pratiche
Dove si svolge
Il cuore della mostra mercato è la Sala S.M.S. in Viale Francischelli, utilizzata come Palatartufo. Il mercato enogastronomico e le attività collaterali si estendono nel centro storico, tra Piazza Roma e le vie principali del borgo.
Come arrivare
San Sebastiano Curone si trova in provincia di Alessandria, nella parte alta della Val Curone. L’auto è il mezzo più pratico, soprattutto se vuoi proseguire verso altri paesi e percorsi della valle.
Parcheggi e viabilità
Durante la fiera il centro può essere interessato da chiusure, sensi unici temporanei e aree di parcheggio dedicate. Controlla le indicazioni pubblicate dal Comune nei giorni precedenti l’evento e arriva con un po’ di anticipo.
Dove mangiare
Puoi utilizzare la ristorazione della manifestazione oppure prenotare in uno dei ristoranti e agriturismi aderenti ad A Tavola con il Tartufo. I menù vengono normalmente pubblicati poco prima della fiera perché dipendono dalla disponibilità del prodotto fresco.
Cosa indossare
Fine novembre può essere fredda e umida. Per il borgo bastano scarpe comode, ma le vie selciate possono essere scivolose con la pioggia. Se aggiungi una passeggiata nei dintorni usa calzature con buona aderenza e abbigliamento impermeabile.
La visita, in pratica
Domande frequenti sulla Fiera Nazionale del Tartufo di San Sebastiano Curone
Quando si svolge?
La fiera si svolge ogni anno la terza e la quarta domenica di novembre.
Si trovano sia tartufi bianchi sia tartufi neri?
Sì. La manifestazione è dedicata alla produzione di tartufi bianchi e neri delle Terre del Giarolo e la mostra mercato presenta entrambe le tipologie.
C’è un servizio per aiutare a scegliere il tartufo?
Sì. Dal 2015 il Centro Nazionale Studi Tartufo collabora con la fiera con un servizio di accompagnamento all’acquisto, pensato per aiutare i visitatori a riconoscere qualità e caratteristiche del prodotto.
Quando si svolgono asta e gara cinofila?
Tradizionalmente l’Asta Nazionale si svolge durante la prima domenica, mentre la gara cinofila di ricerca è programmata nella seconda. Gli orari devono essere verificati sul programma della singola edizione.
Quali prodotti tipici cercare oltre al tartufo?
Derthona Timorasso, Barbera dei Colli Tortonesi, Salame Nobile del Giarolo e formaggio Montébore sono tra le eccellenze più rappresentative citate dagli organizzatori.
Cosa vedere nel borgo?
Piazza Roma, i vicoli e i portali in pietra, la Chiesa Parrocchiale, gli oratori, il castello, l’Archivio Piero Leddi e l’Archivio Pittor Giani sono le principali tappe culturali.
Quanto tempo serve?
Una giornata intera permette di vivere bene mercato, pranzo e borgo. Un weekend è la scelta migliore se vuoi aggiungere una cantina dei Colli Tortonesi o un’escursione nella Val Curone.
Dal Palatartufo alle valli
San Sebastiano Curone racconta bene un Monferrato di confine, più appenninico e meno conosciuto, dove il tartufo convive con il Timorasso, i salumi, i formaggi e una lunga storia di commerci lungo la Via del Sale.
Vieni per assaggiare il tartufo bianco e nero, ma lascia tempo al borgo. Percorri i vicoli, entra negli oratori quando sono aperti, cerca i portali in pietra e il giorno successivo prosegui verso le valli o i Colli Tortonesi. È proprio quando la fiera diventa l’inizio del percorso, e non la sua conclusione, che San Sebastiano Curone mostra il meglio di sé.
Una notte in più, una scoperta in più
Dove dormire a San Sebastiano Curone durante la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco e Nero
Cerchi dove dormire a San Sebastiano Curone per Fiera Nazionale del Tartufo Bianco e Nero? Hotel, B&B e agriturismi sono le tipologie di alloggio da valutare per trasformare la visita alla manifestazione in un soggiorno nel territorio.
In centro o tra le colline?
Un soggiorno a San Sebastiano Curone permette di abbinare la manifestazione alla visita del borgo. Se scegli una struttura nella Val Curone, considera gli spostamenti verso il centro e il tempo da dedicare alle passeggiate nei dintorni.
Il soggiorno che fa per te
- Dedica un weekend a Fiera Nazionale del Tartufo Bianco e Nero e lascia spazio per scoprire il territorio.
- Scegli una base vicina agli appuntamenti che ami, con collegamenti comodi per vivere anche la sera.
- Trova la formula adatta al tuo viaggio: una notte in città, un B&B nel borgo o un agriturismo tra le colline.
Il territorio, anche a tavola
Dove mangiare a San Sebastiano Curone durante la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco e Nero
Cerchi un ristorante a San Sebastiano Curone per il giorno della manifestazione? Una trattoria, un’osteria o un ristorante di cucina piemontese sono le formule da confrontare per abbinare Fiera Nazionale del Tartufo Bianco e Nero a una pausa a tavola.
Ristoranti a San Sebastiano Curone: in centro o nei dintorni?
Per decidere dove pranzare a San Sebastiano Curone, parti dal luogo della manifestazione e dalle altre tappe che vuoi visitare. Fermarti nel centro può essere comodo per proseguire la passeggiata; una sosta nei dintorni può accompagnare un giro tra i borghi. Confronta la posizione del locale con il percorso della giornata.
Cucina piemontese e sapori della manifestazione
Se desideri proseguire la giornata a tavola con un piatto al tartufo, consulta il menu e chiedi al ristorante quali proposte sono disponibili nel periodo della visita.
Prenotare un tavolo a San Sebastiano Curone
Scegli l’orario del pranzo o della cena in base agli appuntamenti che vuoi seguire. Per una tavolata o una visita con bambini, comunica al ristorante il numero di persone e le esigenze alimentari; menu, prezzi e disponibilità del tavolo si concordano con il locale.
Presto qui troverai una selezione di ristoranti per la tua visita.
Fonte: riferimento ufficiale della manifestazione.
Torna al calendario di sagre e fiereDalla visita al cammino
Percorsi nel territorio
Dai borghi alle colline: scegli un itinerario e continua la scoperta del territorio.
Dopo il percorso, un’altra scoperta
Esperienze da fare nel Monferrato
Tour, attività e momenti da ricordare. Esplora le proposte e completa la tua giornata nel Monferrato.
Rosignano Monferrato
Big Bench, archivio storico e degustazione da Vicara
A Rosignano Monferrato, una visita tra vigneti, punto panoramico e archivio della cantina, con degustazione di quattro vini del territorio.
Scopri l’esperienzaPonzano Monferrato
Visita alla cantina e all’infernot con degustazione Alemat
A Ponzano Monferrato, visita alla cantina e all’infernot storico, seguita da una degustazione di quattro vini.
Scopri l’esperienzaCastelletto Molina
Escursione guidata tra le colline e le barche nei vigneti
Un anello a piedi di circa 11 km a Castelletto Molina, accompagnati da una guida, tra vigneti e installazioni colorate.
Scopri l’esperienzaDegustazioni, incontri e attività per vivere il Monferrato insieme a chi lo conosce.
Link affiliati: se prenoti tramite questi collegamenti, MonferratoTrails può ricevere una commissione senza costi aggiuntivi per te. Prenotazione, pagamento e assistenza sono gestiti da GetYourGuide.
Dove dormire a San Sebastiano Curone
Hotel, B&B e agriturismi
Dove dormire · San Sebastiano Curone →Dove mangiare a San Sebastiano Curone
Ristoranti, osterie e trattorie
Presto qui troverai una selezione di ristoranti per la tua visita.








