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Canelli e le colline del Moscato: dalle vigne alla città sotterranea

Moscato bianco, colline e cantine sotterranee

Canelli e le colline circostanti
Foto: Davide Papalini · CC BY-SA 3.0 · versione ridimensionata
  1. 01Territorio
  2. 02Vitigno
  3. 03Vino
  4. 04Cantina

Il carattere dei luoghi

Il paesaggio e i suoi luoghi

A Canelli, il paesaggio del vino si sviluppa sopra e sotto la città. Le vigne occupano i versanti; le grandi cantine storiche aprono un'altra dimensione, fatta di gallerie e spazi di lavoro. Fra questi due livelli passa una storia che ha portato il Moscato bianco dalle colline alla produzione dello spumante.

La scoperta può cominciare nel centro e continuare lungo le vie che salgono verso la parte alta. Poi il viaggio si allarga a Santo Stefano Belbo, Calosso e Loazzolo. Attraversare questi luoghi permette di conoscere il contesto delle uve aromatiche e di leggere il vino attraverso i paesi, le coltivazioni e le persone.

Una città fra il fondovalle e la collina

Canelli invita a muoversi in verticale. Il centro nel fondovalle e il nucleo della parte alta offrono due punti di vista sullo stesso luogo. Salendo, la città cambia proporzioni e le colline tornano visibili oltre i tetti. Le pagine dedicate alla chiesa di San Tommaso e alla chiesa di San Leonardo aggiungono un filo storico al percorso urbano.

Il passaggio dalla città alle vigne rende evidente la relazione fra produzione agricola e trasformazione del vino. Le strade collegano gli appezzamenti ai luoghi in cui le uve vengono lavorate; gli edifici produttivi raccontano una dimensione diversa da quella della cascina. Il viaggio acquista profondità quando osservi entrambi gli aspetti, lasciando tempo alle vie del centro e alla campagna.

La città in superficie e il vino nel sottosuolo

A Canelli, il rapporto fra il centro abitato e la produzione del vino ha anche una dimensione sotterranea. Le cantine storiche, note come cattedrali sotterranee, legano il nome della città alla storia dello spumante. La visita introduce il tempo delle lavorazioni e della conservazione; tornando nelle strade, lo sguardo ritrova una città cresciuta accanto alla sua attività vitivinicola.

La componente UNESCO di Canelli e dell'Asti spumante collega questo patrimonio al paesaggio produttivo. È un riferimento che aiuta a tenere insieme le architetture e i versanti del Moscato bianco. Il vitigno accompagna sia il racconto dell'Asti sia quello del Canelli DOCG, denominazione autonoma: i nomi del vino aggiungono distinzioni a un territorio nel quale l'uva offre una continuità riconoscibile.

Proseguendo verso Calosso e Loazzolo, il viaggio cambia scala. Il Calosso DOC porta una storia legata al Gamba di Pernice; il Loazzolo segue il Moscato nel tempo dell'appassimento e dell'affinamento. Queste soste ampliano la giornata oltre la sola città. Un percorso fra i paesi permette di incontrare il vino attraverso forme diverse: una cantina storica, un versante coltivato, un'uva locale recuperata, una bottiglia che porta il nome di un piccolo comune.

Le Cattedrali Sotterranee e la storia dello spumante

Le Cattedrali Sotterranee sono le cantine storiche scavate sotto Canelli, legate allo sviluppo della produzione spumantistica. Gli ambienti di Bosca, Contratto, Coppo e Gancia appartengono a questa storia. La visita permette di conoscere un'architettura nata per il lavoro e la conservazione, nella quale le dimensioni degli spazi rendono tangibile la trasformazione della città attraverso il vino.

Canelli e l'Asti Spumante è una delle componenti del sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte. Il riconoscimento mette in relazione la città produttiva con le colline. Per visitare le cantine storiche, scegli una delle proposte organizzate dalle aziende: percorsi e accessi sono legati alla realtà che ospita la visita. Il racconto di chi vi lavora dà un significato agli ambienti che attraversi.

Il Moscato bianco e la geografia delle uve aromatiche

Il Moscato bianco è il vitigno di riferimento per avvicinarsi a queste colline. Asti e Moscato d'Asti sono due nomi centrali nella storia enologica della zona; la denominazione Canelli DOCG offre un ulteriore legame fra vino e provenienza. Nel viaggio territoriale, il primo passo è riconoscere i luoghi di coltivazione, prima di entrare nelle differenze fra vini e tecniche produttive.

Il disciplinare del Canelli colloca la zona tra il Tanaro e la Bormida, attraverso la valle del Belbo, al confine fra Langhe e Monferrato. Descrive suoli di origine sedimentaria marina, con marne, arenarie e argille: una storia del terreno che precede le vigne. Santo Stefano Belbo e Calosso allargano la scoperta dei paesi del Moscato; a Loazzolo, una denominazione di vino passito mostra un'altra espressione del Moscato bianco.

Dalla visita sotterranea al viaggio tra i paesi

Dopo una visita a Canelli, dedica una parte della giornata alla campagna. Le pagine di Calosso, Santo Stefano Belbo e Loazzolo raccolgono i percorsi associati ai comuni e permettono di scegliere un'altra prospettiva. La Strada dei vini e dei sapori offre inoltre un filo per allargare il viaggio attraverso le terre del vino.

A poca distanza, le terre del Nizza portano al paesaggio della Barbera; verso Acqui Terme e le sue colline si aprono altri racconti di uve aromatiche e vini rossi. Collegare questi territori aiuta a cogliere la varietà del Monferrato. Il passaggio da una collina all'altra diventa anche un passaggio fra culture del vino.

Dove dormire · Canelli e le colline del Moscato

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Dal territorio all’uva

I vitigni da conoscere in queste colline

Panorama di Canelli e dei versanti che circondano la città del Moscato.

Uva a bacca bianca

Moscato bianco

Un'uva aromatica da conoscere fra Canelli, le colline del Moscato e l'Acquese, prima di incontrarne spumanti, vini dolci e passiti.

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Panorama di Canelli e dei versanti che circondano la città del Moscato.Foto: Davide Papalini · CC BY-SA 3.0 · versione ridimensionata
Ingresso del castello di Acqui Terme, città di riferimento del territorio del Brachetto.

Uva a bacca nera

Brachetto

Il Brachetto porta nelle colline fra Belbo e Bormida: un'uva scura e aromatica da seguire nell'Acquese e verso Canelli.

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Ingresso del castello di Acqui Terme, città di riferimento del territorio del Brachetto.Foto: Andrea Danielli · CC BY-SA 4.0 · versione ridimensionata
Veduta aerea del paesaggio rurale di Calosso, paese del Gamba di Pernice.

Uva a bacca nera

Gamba di Pernice

Il Gamba di Pernice, registrato come Gamba rossa, conduce a Calosso: un vitigno locale riscoperto e legato a tre comuni dell'Astigiano.

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Veduta aerea del paesaggio rurale di Calosso, paese del Gamba di Pernice.Foto: Starnutoditopo · CC BY-SA 4.0 · versione ridimensionata

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