Vini del Monferrato e delle terre vicine
Asti DOCG: le colline del Moscato, oggi anche Rosé
DOCG · Asti Spumante, Moscato d’Asti e Asti Rosé

- 01Territorio
- 02Vitigno
- 03Vino
- 04Cantina
Dal territorio al calice
Asti DOCG, un vino da conoscere
L’Asti DOCG riunisce una grande storia piemontese del vino aromatico. Asti Spumante, Moscato d’Asti e Asti Rosé sono le tre espressioni oggi presentate dal consorzio: un patrimonio che collega il Moscato alle colline e, dal 2026, apre un incontro con il Brachetto.
Il viaggio attraversa le province di Asti, Alessandria e Cuneo. Canelli offre un punto di partenza per conoscere il rapporto fra vigne e cantine storiche; Calosso e Ricaldone invitano a proseguire nel paesaggio del Moscato. La denominazione si scopre meglio distinguendo gli stili e cercando i luoghi delle uve.
Un’area che unisce tre province
La zona di produzione supera il confine astigiano e comprende comuni delle province di Alessandria e Cuneo. Nel sito, Canelli e le colline del Moscato e l’Acquese offrono due porte d’ingresso. Il nome Asti in etichetta indica quindi una denominazione territoriale ampia, da esplorare attraverso i suoi diversi centri.
Da Calosso verso Canelli i paesi emergono fra le colline coltivate; vicino ad Acqui, Ricaldone e gli altri borghi aprono un’altra prospettiva sul patrimonio aromatico. In cantina la provenienza dei grappoli rende concreta questa geografia. Chiedere da quale comune e da quali versanti arrivi l’uva aiuta a collocare ogni bottiglia nel paesaggio visitato.
Canelli e la cultura delle bollicine
A Canelli il lavoro del vino ha lasciato un patrimonio di cantine sotterranee legato alla spumantizzazione. Questa relazione fra produzione e luoghi entra nei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte riconosciuti dall’UNESCO. La visita permette di accostare l’architettura della cantina al lavoro agricolo sui versanti, seguendo il percorso che porta dalle uve all’elaborazione del vino.
Il Moscato bianco è il protagonista storico di questa vicenda. La sua aromaticità caratterizza vini che hanno acquisito una diffusione molto ampia, mantenendo il riferimento alle colline piemontesi. Osservare una vigna dopo una visita alle cantine dà continuità ai due ambienti: la dimensione spettacolare degli spazi sotterranei torna alla materia concreta dei grappoli.
Costigliole d’Asti permette di inserire nel viaggio un altro centro delle colline astigiane. Da qui il Moscato si legge nel contesto di una campagna che ospita anche altri vitigni. Il percorso verso Calosso e Canelli può alternare una sosta nel paese, l’osservazione dei filari e la visita a una cantina: tre momenti complementari per collegare il patrimonio storico alle uve e alle bottiglie che lo mantengono vivo.
Tre espressioni da distinguere
L’Asti Spumante e il Moscato d’Asti offrono esperienze diverse. Il primo appartiene alla categoria degli spumanti; il Moscato d’Asti conserva una pressione più contenuta e una propria identità di vino dolce aromatico. Distinguere i due nomi è il primo passo per orientarsi fra bollicine, grado alcolico e modalità di consumo, lasciando al produttore il racconto della singola bottiglia.
Dal marzo 2026 la DOCG comprende anche l’Asti Rosé, ottenuto da Moscato bianco dal 70 al 90% e Brachetto dal 10 al 30%. Sono previste espressioni dal dolce all’extra brut. Il nuovo stile allarga il confronto aromatico e porta il colore rosato nella denominazione: la dolcezza va quindi letta nella specifica versione scelta, insieme alle informazioni dell’etichetta.
Una giornata fra Calosso e Canelli
Calosso permette di iniziare dal paesaggio, con il borgo e le vigne; Canelli introduce poi la storia dell’elaborazione. Organizza la visita a una cantina storica per approfondire gli spazi e la produzione, e dedica un’altra sosta a un’azienda delle colline. L’alternanza rende visibile il legame fra lavoro del vigneto e cultura dello spumante.
Per continuare, il Canelli DOCG mette a fuoco un’origine più circoscritta del Moscato, mentre il Loazzolo DOC segue il filo dell’appassimento. Verso Acqui, il Brachetto d’Acqui propone una distinta voce aromatica rossa. Questi confronti permettono di riconoscere la varietà del territorio attraverso denominazioni precise e luoghi da raggiungere durante il viaggio.
Il vino comincia dall’uva
I vitigni nel racconto di Asti DOCG

Uva a bacca bianca
Moscato bianco
Un'uva aromatica da conoscere fra Canelli, le colline del Moscato e l'Acquese, prima di incontrarne spumanti, vini dolci e passiti.
Conosci il vitigno →
Uva a bacca nera
Brachetto
Il Brachetto porta nelle colline fra Belbo e Bormida: un'uva scura e aromatica da seguire nell'Acquese e verso Canelli.
Conosci il vitigno →Le colline, prima del calice
I territori da esplorare

Canelli e le colline del Moscato
Canelli, Santo Stefano Belbo e le colline del Moscato bianco: un viaggio nel paesaggio del vino, nella storia dello spumante e nelle Cattedrali Sotterranee.
Entra nel territorio
Acquese
Da Acqui Terme a Strevi e Ricaldone, fra colline, boschi e borghi: scopri il territorio del Brachetto e del Dolcetto e i percorsi dell'Acquese.
Entra nel territorioUn paese dà inizio al viaggio
Borghi, approfondimenti e percorsi
Segui i paesi collegati al racconto e continua fra le loro storie e gli itinerari delle colline.
Aggiungi una tappa al viaggio
Altri vini da conoscere

DOC · Bianco dolce da Moscato
Loazzolo DOC
Il Loazzolo DOC concentra il racconto del vino in un solo comune.
Entra nel racconto del vino →
DOCG · Bianco dolce aromatico da Moscato
Canelli DOCG
Il Canelli DOCG dà al Moscato bianco un’origine circoscritta fra Astigiano e Cuneese.
Entra nel racconto del vino →
DOCG · Rosso e rosato aromatico, secco o dolce, spumante e passito
Brachetto d’Acqui DOCG
Rossi e rosati aromatici, espressioni secche e dolci: scopri il Brachetto d’Acqui fra città termale, borghi e colline.
Entra nel racconto del vino →