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Brachetto d’Acqui: aromi rossi e rosati fra città e colline

DOCG · Rosso e rosato aromatico, secco o dolce, spumante e passito

Il municipio e il Teatro Umberto I di Ricaldone, paese delle colline del Brachetto d’Acqui.
Il municipio e il Teatro Umberto I di Ricaldone, paese delle colline del Brachetto d’Acqui.Foto: Tony Frisina di Wikipedia in italiano · Public domain · versione ridimensionata
  1. 01Territorio
  2. 02Vitigno
  3. 03Vino
  4. 04Cantina

Dal territorio al calice

Brachetto d’Acqui DOCG, un vino da conoscere

Il Brachetto d’Acqui DOCG racconta una famiglia aromatica di rossi e rosati, con espressioni secche e dolci, legata alle colline fra Acquese e Astigiano meridionale. Il vino accompagna un paesaggio nel quale vigne, paesi e vallate permettono di seguire tappe diverse, dalla città termale ai piccoli borghi.

Acqui Terme è un punto di partenza naturale. Da qui puoi salire verso Alice Bel Colle e Ricaldone, oppure raggiungere Strevi. Nel calice il Brachetto restituisce un patrimonio aromatico rosso, distinto dal Moscato che condivide parte di queste colline. La visita aiuta a riconoscere entrambe le presenze nel lavoro delle aziende.

Fra Alessandrino e Astigiano meridionale

Il disciplinare delimita l’area in comuni delle province di Alessandria e Asti. Nell’Alessandrino comprende Acqui, Terzo, Bistagno, Alice Bel Colle, Strevi, Ricaldone, Cassine e Visone. Nell’Astigiano si estende attraverso numerosi centri, fra cui Bubbio, Loazzolo e Mombaruzzo, includendo a Nizza Monferrato il territorio situato sulla destra del torrente Belbo.

Il nome Acqui dà unità alla denominazione, ma le vigne appartengono a un sistema collinare più esteso della città. La pagina dell’Acquese aiuta a collegare centro urbano e campagne. La posizione dei paesi sulle alture rende leggibile il percorso: dal borgo puoi osservare la successione dei versanti e scegliere la tappa seguente.

Una storia riconosciuta dalla DOC alla DOCG

Il Brachetto d’Acqui ha ottenuto la DOC nel 1969 e la DOCG nel 1996. Le due date accompagnano il riconoscimento di una produzione aromatica che si distingue nella ricca famiglia dei vini aromatici piemontesi. Il rapporto con il luogo resta espresso dal nome, mentre la varietà definisce il carattere della materia prima.

A Ricaldone, la sosta nel paese e l’incontro in cantina permettono di legare questa storia al presente. Il municipio e il teatro ricordano che il viaggio attraversa comunità vive, oltre ai vigneti. La campagna e gli abitati contribuiscono insieme alla conoscenza del territorio da cui provengono le uve.

Brachetto, aromi e una gamma di stili

La base ampelografica richiede almeno il 97% di Brachetto; il restante 3% può provenire da vitigni ammessi in Piemonte. La versione di base comprende rossi e rosati, da secchi a dolci; lo spumante va dall’extra brut al dolce. Il passito conserva una propria identità dolce. Colore, effervescenza e concentrazione aprono dunque percorsi distinti dentro lo stesso patrimonio aromatico.

Per le versioni dolci, frutta, pasticceria e preparazioni al cioccolato offrono occasioni per esplorare il lato dolce del vino. Confrontare due tipologie della stessa azienda rende più chiaro il ruolo della lavorazione. L’Asti Rosé, entrato nella DOCG Asti nel 2026, propone invece l’incontro fra Brachetto e Moscato: una relazione nuova, da distinguere dall’identità del Brachetto d’Acqui.

Una giornata da Acqui a Ricaldone

Dedica la prima parte della giornata ad Acqui Terme, poi raggiungi Alice Bel Colle e Ricaldone. Alternare centro storico e borgo collinare permette di osservare il cambio di scala fra città e campagna. Una visita a un produttore collega infine il panorama alla provenienza delle uve e alle tipologie presenti in cantina.

Strevi offre la prosecuzione verso un’altra storia aromatica: lo Strevi DOC è un passito da Moscato bianco con una zona comunale propria. Per allargare il giro, Bistagno e Mombaruzzo mantengono il viaggio fra i paesi della denominazione. Il confronto fra uve e vini accompagna così un itinerario concreto lungo le colline e le valli.

Un’altra tappa è Cassine, compresa nel settore alessandrino dell’areale. Il passaggio dal paese alle campagne amplia la lettura della denominazione oltre il riferimento alla città termale. Puoi dedicare a questo settore un giro distinto, scegliendo una visita in cantina e un borgo da esplorare a piedi. Il Brachetto accompagna la giornata con una domanda precisa: quali colline stanno dietro alla bottiglia e come il produttore ne interpreta l’uva aromatica.

Il vino comincia dall’uva

I vitigni nel racconto di Brachetto d’Acqui DOCG

Ingresso del castello di Acqui Terme, città di riferimento del territorio del Brachetto.

Uva a bacca nera

Brachetto

Il Brachetto porta nelle colline fra Belbo e Bormida: un'uva scura e aromatica da seguire nell'Acquese e verso Canelli.

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Ingresso del castello di Acqui Terme, città di riferimento del territorio del Brachetto.Foto: Andrea Danielli · CC BY-SA 4.0 · versione ridimensionata

Le colline, prima del calice

I territori da esplorare

Un paese dà inizio al viaggio

Borghi, approfondimenti e percorsi

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