Novembre · Murisengo
Trifola d’Or di Murisengo: guida alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco
Scopri la Trifola d’Or di Murisengo: periodo, tartufo bianco, degustazioni, tartufaia, Torre di San Pietro e itinerari nel Basso Monferrato.
Le due domeniche successive alla ricorrenza di San Martino (11 novembre), quindi nella seconda metà di novembre. Scopri tutti gli appuntamenti sul sito ufficiale della manifestazione.

Ci sono fiere che si visitano per comprare un prodotto e fiere che riescono a trasformare quel prodotto in un invito a conoscere un territorio. La Trifola d’Or di Murisengo appartiene decisamente alla seconda categoria. Nelle domeniche successive a San Martino il borgo del Basso Monferrato si riempie del profumo del tartufo bianco pregiato, di tartufai, produttori, artigiani, visitatori e cucine che lavorano uno degli ingredienti più preziosi dell’autunno piemontese.
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco Trifola d’Or non è però soltanto una mostra mercato. Il percorso attraversa piazze e vie del paese, tocca la Torre romanica di San Pietro, la Tartufaia Didattica Tabui, il castello, le chiese e i punti panoramici, e si completa con degustazioni, seminari sensoriali, escursioni e iniziative culturali. È uno degli appuntamenti migliori per scoprire Murisengo con tutti i sensi: assaggiare, camminare, osservare e capire da quale paesaggio nasce il tartufo.
Quando si svolge la Trifola d’Or di Murisengo
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco Trifola d’Or si svolge ogni anno nelle due domeniche successive alla ricorrenza di San Martino, che cade l’11 novembre. Questa periodicità è indicata anche nel regolamento ufficiale del concorso dei tartufi ed è una delle caratteristiche più stabili della manifestazione.
Gli orari, il programma, le visite guidate, i seminari, le escursioni e le modalità di ristorazione devono invece essere verificati per ogni edizione sul sito ufficiale.
Una fiera nel cuore del Monferrato
Il riconoscimento internazionale non ha cancellato il carattere di paese della manifestazione. Murisengo resta un borgo di collina e proprio questa dimensione rende la fiera piacevole: invece di entrare in un grande padiglione anonimo, si passa da Piazza della Vittoria a Via Umberto I, Piazza Boario, Piazza Lavazza e Via Marconi incontrando edifici storici, scorci e punti panoramici.
Una tradizione che nasce da lontano
Le fonti turistiche locali collegano le radici della manifestazione alla lunga tradizione agricola e commerciale di Murisengo, documentata già nei secoli passati. La fiera moderna ha costruito su questa identità un appuntamento dedicato al tartufo che, nel corso di decenni, è diventato uno dei simboli del paese.
Questa continuità si percepisce ancora oggi. Tartufai, produttori e artigiani non sono semplicemente espositori: molti rappresentano attività e famiglie legate al territorio. Camminando tra i banchi è quindi utile fermarsi a parlare, chiedere da dove arriva un prodotto e lasciare che la visita diventi anche un incontro con le persone.
Il tartufo bianco pregiato: Tuber magnatum Pico

Il protagonista assoluto è il tartufo bianco pregiato, Tuber magnatum Pico. Cresce sottoterra in simbiosi con alcune specie arboree e dipende da un equilibrio delicato tra caratteristiche del suolo, disponibilità d’acqua, clima e qualità dell’ambiente. Non è un prodotto standardizzabile: ogni esemplare ha forma, dimensioni e intensità aromatica proprie.
Alla fiera puoi osservare tartufi molto diversi tra loro, confrontarne il profumo e chiedere ai cercatori informazioni sulla raccolta. È un’occasione particolarmente utile per chi vuole imparare a riconoscere un prodotto di qualità senza affidarsi soltanto al prezzo o alla dimensione.
Come scegliere il tartufo in fiera
Un tartufo fresco deve essere compatto, integro e intensamente profumato. La forma irregolare non è un difetto: dipende dal terreno in cui è cresciuto. Chiedi sempre quando è stato raccolto, come conservarlo e in quanti giorni è preferibile consumarlo.
Il tartufo bianco va utilizzato rapidamente. Se lo acquisti durante la fiera, programma già un piatto semplice per la sera o per i giorni immediatamente successivi. Uova, fonduta, tajarin, risotto e carne cruda sono preparazioni classiche proprio perché lasciano spazio al profumo.
Controllo della qualità e cultura del tartufo
Uno dei punti di forza sviluppati negli anni dalla Trifola d’Or è l’attenzione alla qualità del prodotto esposto. La manifestazione ha collaborato con strutture specializzate per la verifica dei tartufi destinati alla vendita e per attività di analisi sensoriale aperte ai visitatori.
Questa impostazione è importante perché rende la fiera anche un momento di educazione. Il visitatore può imparare a distinguere profumo, consistenza, maturazione e difetti e acquisire strumenti utili per acquistare il tartufo con maggiore consapevolezza.
Il concorso Trifola d’Or
Alla fiera è abbinato il concorso Trifola d’Or, dedicato ai migliori esemplari presentati dai tartufai. Il regolamento prevede la valutazione del tartufo bianco pregiato e, secondo le categorie previste, anche del tartufo nero, con premi assegnati agli esemplari o alle composizioni ritenute migliori.
Assistere alla premiazione è interessante anche per chi non ha competenze tecniche. Permette di vedere riuniti esemplari di grande qualità e di capire quali caratteristiche attirino maggiormente l’attenzione della commissione.
Trifolau e cani da tartufo
Dietro ogni tartufo c’è il lavoro del trifolao e del suo cane. La cerca richiede una conoscenza profonda del bosco e delle tartufaie, mentre il cane deve imparare a individuare il profumo proveniente dal terreno senza danneggiare il prodotto.
La cultura della cerca e cavatura del tartufo in Italia è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Alla Trifola d’Or questa cultura viene raccontata attraverso incontri, attività divulgative e percorsi che portano il visitatore fuori dalla sola dimensione commerciale.
La Tartufaia Didattica Tabui
Uno dei luoghi più interessanti da raggiungere durante la fiera è la Tartufaia Didattica Tabui, nella zona panoramica di San Pietro. È uno spazio pensato per spiegare il rapporto tra tartufo, terreno, vegetazione e ambiente e viene inserito regolarmente tra le attrazioni della manifestazione.
La visita permette di capire che il tartufo non è semplicemente qualcosa che compare su un banco a novembre. Nasce da un ecosistema preciso e da condizioni che devono essere preservate. Per chi visita Murisengo con bambini è anche uno dei modi più semplici per trasformare la giornata in un’esperienza didattica.
La Torre romanica di San Pietro

Accanto alla zona della tartufaia si trova la Torre di San Pietro, ciò che resta di un’antica chiesa medievale. La struttura in pietra sorge isolata su una collina erbosa ed è uno dei luoghi più riconoscibili del territorio di Murisengo.
La torre viene normalmente inserita nei percorsi di visita organizzati durante la fiera. Raggiungerla significa anche uscire per qualche momento dalla folla del centro e vedere il borgo da una prospettiva completamente diversa, tra prati, boschi e colline.
Un punto panoramico da non perdere
La posizione di San Pietro è particolarmente interessante nelle giornate limpide. La torre, il paesaggio aperto e il profilo del paese permettono di capire immediatamente la struttura collinare di questa parte del Monferrato. Per chi ama fotografare è una delle tappe più importanti.
Il Castello di Murisengo e la Torre Merlata

Il Castello domina il borgo con la sua grande mole e la caratteristica torre merlata. La struttura ha subito modifiche nei secoli e oggi è proprietà privata; viene aperta in occasione di eventi o visite organizzate secondo modalità che devono essere verificate di volta in volta.
Nel 1813 il castello ospitò Silvio Pellico, che durante il soggiorno a Murisengo lavorò alla Francesca da Rimini. Anche quando gli interni non sono accessibili, la visita esterna e il passaggio nei pressi del complesso aiutano a leggere la storia del paese.
Sant’Antonio Abate e il Belvedere
La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate è uno dei punti di riferimento del borgo e compare nei percorsi culturali proposti durante la fiera. Nei pressi della chiesa si trova anche un belvedere da cui osservare le colline circostanti.
Fermarsi qui è utile soprattutto nelle ore centrali, quando le vie principali della fiera possono essere affollate. Bastano pochi minuti per passare dal mercato a uno spazio più tranquillo e ritrovare il paesaggio che sta dietro ai prodotti incontrati sui banchi.
L’ex Oratorio di San Michele
L’ex Oratorio di San Michele, lungo il percorso sotto il castello, viene utilizzato come spazio culturale ed espositivo. Durante le manifestazioni di Murisengo può ospitare mostre, incontri, degustazioni e appuntamenti dedicati all’arte.
È uno dei luoghi che dimostrano come la fiera si sia progressivamente trasformata in un evento diffuso. Invece di concentrare tutto in una sola piazza, Murisengo distribuisce attività e visite in diversi punti del borgo.
San Luigi Gonzaga a Corteranzo
Nella frazione di Corteranzo si trova la piccola chiesa di San Luigi Gonzaga, un elegante edificio barocco inserito tra i vigneti. Le fonti turistiche locali la attribuiscono al progetto di Bernardo Antonio Vittone e ne sottolineano la forma particolare, sviluppata per livelli sovrapposti.
Nelle edizioni più recenti della Trifola d’Or la chiesetta è stata inserita tra le visite proposte ai partecipanti. Se il programma dell’anno la include, vale la pena approfittarne perché permette di conoscere una parte del territorio che resta fuori dal percorso principale della fiera.
Il Pasto del Trifolau
Uno degli appuntamenti gastronomici più riconoscibili è il Pasto del Trifolau, formula di ristorazione che propone piatti della tradizione e preparazioni pensate per valorizzare il tartufo. Il menù cambia con le edizioni e viene pubblicato sul sito ufficiale.
L’atmosfera è volutamente conviviale e meno formale di un ristorante. Puoi scegliere i piatti, sederti negli spazi predisposti e vivere il pranzo come parte della fiera. Se vuoi aggiungere tartufo fresco, verifica le modalità previste dall’organizzazione.
Come mangiare bene il tartufo bianco
Il tartufo bianco dà il meglio su preparazioni semplici e calde ma non bollenti. Viene affettato crudo al momento del servizio e non richiede salse elaborate. Un uovo, una fonduta o una pasta fresca permettono di percepirne meglio l’aroma rispetto a piatti troppo complessi.
Produttori, vino e artigianato
La Trifola d’Or ospita numerosi produttori agroalimentari, aziende vitivinicole e artigiani. Il percorso della fiera diventa quindi un grande mercato di specialità del Monferrato, nel quale il tartufo resta protagonista ma dialoga con vino, formaggi, salumi, miele, nocciole, dolci e altre produzioni locali.
È un buon momento per acquistare prodotti da portare a casa, ma anche per raccogliere idee per il viaggio. Chiedi dove si trova l’azienda e annota i paesi che ricorrono più spesso: possono diventare le tappe del giorno successivo.
TargatoMurisengo e la filiera corta
Il progetto TargatoMurisengo & dintorni raccoglie produzioni e realtà locali e viene valorizzato anche attraverso temporary store e iniziative collegate alla stagione del tartufo. È un modo per dare continuità alla fiera e rendere riconoscibili i prodotti del territorio anche oltre le due domeniche principali.
Per il visitatore è utile perché permette di distinguere ciò che appartiene davvero alla filiera locale da ciò che arriva da altri territori. Se vuoi portare a casa qualcosa che racconti Murisengo, cerca proprio queste produzioni.
Seminari sensoriali e degustazioni
La fiera propone normalmente momenti di approfondimento dedicati alle proprietà organolettiche del tartufo. I seminari sensoriali aiutano a capire profumi, qualità, conservazione e uso gastronomico e sono adatti anche a chi parte da zero.
Nelle edizioni recenti alcuni incontri sono stati proposti anche in lingua inglese, coerentemente con la dimensione internazionale raggiunta dalla manifestazione. Scegli dal programma il seminario che ti interessa e prenota il tuo posto.
Camminare il Monferrato
La componente outdoor è uno degli aspetti più interessanti della Trifola d’Or. Le edizioni recenti hanno proposto escursioni naturalistiche del programma Camminare il Monferrato, con percorsi che portano fuori dal centro e attraversano le colline legate alla cultura del tartufo.
Partecipare a un’escursione permette di vedere il territorio nel momento migliore della stagione. A novembre le foglie cambiano colore, i boschi sono umidi e l’aria ha profumi completamente diversi rispetto all’estate. È il contesto ideale per capire perché il tartufo appartenga così profondamente a questo paesaggio.
Trekking sui sentieri del tartufo
Accanto alle passeggiate guidate, la manifestazione può includere trekking e altre attività outdoor nei giorni vicini alla fiera. I percorsi cambiano e devono essere verificati ogni anno, ma l’idea resta la stessa: portare il visitatore là dove il tartufo nasce invece di raccontarlo soltanto in piazza.
In novembre è importante avere scarpe con buona aderenza e abbigliamento impermeabile. Fango, foglie e umidità possono rendere scivolosi anche tratti tecnicamente semplici.
Storytelling tra arte, storia e cultura
Durante la fiera vengono organizzati percorsi di storytelling che accompagnano i visitatori nei luoghi di interesse del paese. Le edizioni recenti hanno coinvolto anche studenti dell’indirizzo turistico, con itinerari tra Madonna delle Grazie, Torre di San Pietro, Tartufaia Tabui, castello, San Michele e Sant’Antonio Abate.
La formula è particolarmente efficace perché permette di visitare Murisengo senza dover costruire in autonomia un percorso. In meno di un’ora si possono conoscere luoghi che, camminando da soli tra la folla della fiera, rischierebbero di passare inosservati.
Musica, mostre e attività per bambini
La Trifola d’Or è pensata anche come festa di paese. Banda musicale, mostre di artisti contemporanei, spettacoli e laboratori per bambini affiancano normalmente il programma gastronomico e culturale.
Le attività variano ogni anno e non devono essere considerate permanenti. Se viaggi con bambini, controlla il programma specifico e organizza la giornata alternando momenti nel mercato a esperienze più tranquille, come la Tartufaia Didattica o la Torre di San Pietro.
Come organizzare la prima domenica
Mattina: tartufi e mercato
Arriva presto, idealmente nelle prime ore di apertura. Inizia da Piazza della Vittoria e osserva i banchi del tartufo quando l’affluenza è ancora contenuta. È il momento migliore per parlare con i venditori e confrontare gli esemplari.
Tarda mattinata: seminario o storytelling
Controlla gli orari dei seminari sensoriali e delle visite guidate. Partecipare a un’attività prima di pranzo aiuta a capire meglio ciò che vedrai poi nei piatti e nei banchi.
Pranzo: Pasto del Trifolau
Dedica al pranzo il tempo necessario. Scegli uno o due piatti tradizionali e, se previsto, aggiungi il tartufo fresco. Alterna cibo e acqua e, se degustai vino, organizza il rientro senza guidare.
Pomeriggio: San Pietro e panorama
Nel pomeriggio raggiungi la Torre di San Pietro e la Tartufaia Didattica oppure scegli una delle escursioni in programma. Concludere la giornata fuori dal centro permette di portare a casa non soltanto il ricordo della fiera, ma anche quello delle colline.
Come vivere la seconda domenica
La seconda domenica non va considerata semplicemente una replica della prima. Il programma può cambiare per spettacoli, ospiti, mostre, escursioni e attività. Se hai già visitato Murisengo una volta, controlla gli appuntamenti diversi e costruisci la giornata attorno a ciò che non hai visto.
È anche un buon momento per dedicare più spazio alla parte culturale o naturalistica. Puoi iniziare con una passeggiata, visitare la fiera all’ora di pranzo e lasciare il pomeriggio a un luogo del paese o a una frazione.
Un weekend nel Basso Monferrato
Murisengo è una base molto interessante per esplorare il Basso Monferrato. Montiglio Monferrato, Moncalvo, Cocconato, Villadeati, Ponzano Monferrato e il Sacro Monte di Crea sono raggiungibili senza lunghi trasferimenti e permettono di costruire un itinerario tra tartufi, romanico, castelli e paesaggi.
Con una notte in zona puoi dedicare un giorno alla Trifola d’Or e il successivo alle colline. Evita di inserire troppe tappe: in autunno le giornate sono più corte e questo territorio si apprezza meglio lasciando spazio a soste, fotografie e pranzi senza fretta.
La Via Superga–Vezzolano–Crea

Murisengo si trova lungo una delle tappe della Via Superga–Vezzolano–Crea, itinerario escursionistico che collega importanti luoghi religiosi e paesaggistici del Piemonte. Una delle sezioni conduce proprio da Murisengo verso il Santuario di Crea.
Non è necessario percorrere l’intera tappa durante il weekend della fiera. Anche utilizzare il tracciato come riferimento per una breve camminata permette di vedere la Torre di San Pietro e il paesaggio rurale da una prospettiva diversa.
La fiera con i bambini
La manifestazione può essere piacevole anche per le famiglie. Il mercato è vivace, ma la presenza di laboratori, spettacoli e spazi come la Tartufaia Didattica consente di alternare momenti affollati ad attività più adatte ai piccoli.
Le vie del borgo presentano salite e discese e nelle ore centrali alcune zone possono essere molto frequentate. Con bambini piccoli conviene arrivare presto e utilizzare le navette quando disponibili, evitando spostamenti inutili in auto nel centro.
Fotografare la Trifola d’Or
Per chi ama la fotografia, Murisengo offre un racconto molto più ricco del semplice primo piano di un tartufo. Il mercato, le mani dei trifolau, i piatti, i banchi e la folla raccontano la fiera; il castello, San Pietro, le chiese e i belvedere raccontano invece il luogo.
Il modo migliore per creare una serie coerente è alternare dettagli e paesaggio. Un tartufo fotografato sul banco acquista un significato diverso se, poche immagini dopo, mostri il bosco, la torre romanica o il borgo dominato dal castello.
Informazioni pratiche
Dove si svolge
La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco si sviluppa nel centro di Murisengo, interessando Piazza della Vittoria, Via Umberto I, Piazza Boario, Piazza Lavazza, Via Marconi e altri spazi collegati al percorso della manifestazione.
Come arrivare
Murisengo si trova nel Basso Monferrato, al confine tra le province di Alessandria e Asti. L’auto è il mezzo più pratico per chi vuole proseguire anche verso i paesi vicini e le attrazioni rurali.
Parcheggi e navette
Nelle edizioni recenti vengono indicati grandi parcheggi esterni nelle zone di San Candido e località Gallo, collegati al centro con navette gratuite. Esistono anche aree di sosta più vicine e una zona camper non attrezzata. Posizioni e servizi vanno comunque verificati per ogni edizione.
Orari
La fiera occupa generalmente l’intera giornata della domenica, dalla mattina fino al tardo pomeriggio. Gli orari esatti possono cambiare e devono essere controllati sul sito ufficiale.
Dove mangiare
Oltre al Pasto del Trifolau e alle aree di ristoro della fiera, Murisengo e i comuni vicini dispongono di ristoranti e strutture che propongono cucina piemontese e menù stagionali. Nei weekend della fiera è consigliabile prenotare.
Cosa indossare
La seconda metà di novembre può essere fredda, umida e nebbiosa. Vestiti a strati e porta una giacca impermeabile. Scarpe con una suola adatta sono utili anche nel borgo e diventano indispensabili se vuoi raggiungere sentieri e tartufaie.
La visita, in pratica
Domande frequenti sulla Trifola d’Or di Murisengo
Quando si svolge la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Murisengo?
Si svolge ogni anno nelle due domeniche successive a San Martino, quindi nella seconda metà di novembre.
Dove si svolge?
Nel centro di Murisengo Monferrato, con un percorso diffuso tra Piazza della Vittoria, Via Umberto I, Piazza Boario, Piazza Lavazza, Via Marconi e luoghi culturali e panoramici del paese.
Si può comprare il tartufo bianco?
Sì. La fiera ospita tartufai e operatori con esemplari in esposizione e vendita. Prima dell’acquisto è consigliabile chiedere informazioni su provenienza, freschezza e conservazione.
Si può mangiare al tartufo?
Sì. La manifestazione propone ristorazione e piatti dedicati, tra cui il tradizionale Pasto del Trifolau. Menù e modalità cambiano a ogni edizione.
Cosa vedere oltre alla fiera?
Torre romanica di San Pietro, Tartufaia Didattica Tabui, Castello e Torre Merlata, Sant’Antonio Abate, ex Oratorio di San Michele, belvedere e, quando prevista dal programma, la chiesa di San Luigi Gonzaga a Corteranzo.
Quanto tempo serve?
Una giornata intera è la scelta migliore per unire mercato, pranzo, visita culturale e una breve esperienza outdoor. Con un weekend puoi aggiungere i paesi del Basso Monferrato o un tratto della Via Superga–Vezzolano–Crea.
Una fiera che porta dal piatto al paesaggio
La Trifola d’Or riesce a raccontare il tartufo in modo completo perché non lo separa dal luogo in cui nasce. Il prodotto che vedi in Piazza della Vittoria è legato ai boschi, alle tartufaie, ai cani, ai trifolau e a un paesaggio costruito da secoli di agricoltura.
Vieni per il profumo del tartufo bianco, ma dedica tempo anche a tutto ciò che c’è intorno. Salta su una navetta, raggiungi San Pietro, cammina fino a un belvedere, guarda il castello e segui un sentiero. Murisengo funziona meglio quando la fiera non è il punto finale della giornata, ma l’inizio di un viaggio nel Monferrato.
Una notte in più, una scoperta in più
Dove dormire a Murisengo durante la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco – Trifola d’Or
Cerchi dove dormire a Murisengo per Fiera Internazionale del Tartufo Bianco – Trifola d’Or? Hotel, B&B e agriturismi sono le tipologie di alloggio da valutare per trasformare la visita alla manifestazione in un soggiorno nel territorio.
In centro o tra le colline?
Dormire a Murisengo permette di dedicare tempo alla fiera e al borgo. Per un soggiorno nelle colline circostanti, valuta la distanza dalla manifestazione e organizza gli spostamenti prima di scegliere l’alloggio.
Il soggiorno che fa per te
- Dedica un weekend a Fiera Internazionale del Tartufo Bianco – Trifola d’Or e lascia spazio per scoprire il territorio.
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Il territorio, anche a tavola
Dove mangiare a Murisengo durante la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco – Trifola d’Or
Cerchi un ristorante a Murisengo per il giorno della manifestazione? Una trattoria, un’osteria o un ristorante di cucina piemontese sono le formule da confrontare per abbinare Fiera Internazionale del Tartufo Bianco – Trifola d’Or a una pausa a tavola.
Ristoranti a Murisengo: in centro o nei dintorni?
Per decidere dove pranzare a Murisengo, parti dal luogo della manifestazione e dalle altre tappe che vuoi visitare. Fermarti nel centro può essere comodo per proseguire la passeggiata; una sosta nei dintorni può accompagnare un giro tra i borghi. Confronta la posizione del locale con il percorso della giornata.
Cucina piemontese e sapori della manifestazione
Se desideri proseguire la giornata a tavola con un piatto al tartufo, consulta il menu e chiedi al ristorante quali proposte sono disponibili nel periodo della visita.
Prenotare un tavolo a Murisengo
Scegli l’orario del pranzo o della cena in base agli appuntamenti che vuoi seguire. Per una tavolata o una visita con bambini, comunica al ristorante il numero di persone e le esigenze alimentari; menu, prezzi e disponibilità del tavolo si concordano con il locale.
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Fonte: riferimento ufficiale della manifestazione.
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Dove dormire a Murisengo
Hotel, B&B e agriturismi
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Ristoranti, osterie e trattorie
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